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venerdì 2 dicembre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
COMUNICATO ASSEMBLEA LAVORATORI APPALTO PULIZIE TRIBUNALE
ASSEMBLEA LAVORATORI AFFIDAMENTO SERVIZIO PULIZIA TRIBUNALE DI NOLA
P.ZA G. BRUNO 20/10/2011 – ORE 10,30 13,00
TORNANO A MANIFESTARE I LAVORATORI DEL SERVIZIO DI PULIZIE DEL TRIBUNALE DI NOLA
Dal 07 luglio scorso i lavoratori del servizio di pulizie dei locali del Tribunale di Nola hanno sospeso le attività di protesta sindacale.
La decisione era stata presa a seguito delle dichiarazioni rese del Sindaco di Nola Geremia Biancardi in consiglio comunale, il quale si era assunto la responsabilità di affrontare la questione dei lavoratori del servizio di pulizie del Tribunale di Nola.
I lavoratori hanno visto ridursi l'orario giornaliero di lavoro del 35% (con relativa riduzione dello stipendio) a seguito dell'aggiudicazione della gara triennale presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania/Molise da parte del Consorzio G.S.A. - Gruppo Servizi Associati con un ribasso del 58% sull'importo a base d'asta.
I lavoratori nei mesi successivi all'aggiudicazione avevano pubblicamente denunciato una serie di gravi irregolarità nella gestione sia delle procedure di gara (da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania/Molise) sia in sede di aggiudicazione (da parte dell'Ente Comune di Nola) chiedendo quantomeno una discussione (tramite audizioni dei responsabili istituzionali) in Consiglio Comunale.
“Nel consiglio Comunale del 07 luglio scorso – dichiara il dirigente Un.Si.L. e portavoce del Fronte della Legalità Antonio Alfieri – nessun consigliere comunale ha inteso sottoscrivere una istanza, inoltrata dai lavoratori, nei quali si richiedeva ai funzionari e amministratori responsabili di rispondere in consiglio comunale alle accuse di irregolarità gestionale che avevamo riscontrato nella gestione delle procedure di affidamento.
Durante lo stesso consiglio abbiamo dovuto assistere ad una risibile serie di accuse dal sindaco di Nola Geremia Biancardi, rivolte soprattutto al sottoscritto, con l'unico scopo di delegittimare una democratica azione sindacale volta ad ottenere la garanzia del principio di legalità nella gestione amministrativa dell'affidamento e la tutela dei diritti civili dei lavoratori.
Ad oggi, – continua il dirigente Un.Si.L. Antonio Alfieri – nonostante la Procura della Repubblica di Nola abbia formalmente avviato un'inchiesta giudiziaria a carico del Dirigente Giovanni De Sena e di altri personaggi coinvolti nella vicenda, la gestione del servizio continua ad essere caratterizzata da una condizione di grave illegalità.
Siamo in attesa anche della fissazione dell'udienza presso la terza sezione del TAR Campania, dove è pendente un nostro ricorso volto ad ottenere l'annullamento delle procedure di gara ma, considerando l'elevato livello di condizionamento politico che, purtroppo, il TAR Campania subisce, non possiamo sperare che l'udienza sia fissata prima dei prossimi due anni.
I lavoratori, dopo aver atteso tre mesi nei quali sono emerse le gravi responsabilità dell'Amministrazione Biancardi nella gestione dell'affidamento, hanno intenzione di riavviare la fase di protesta sindacale per sollecitare quantomeno una rapida conclusione delle indagini giudiziarie a carico dei funzionari e degli amministratori responsabili, unico modo ormai rimastoci per sperare di ottenere giustizia.
Nonostante la condizione di totale asservimento della città allo strapotere dell'on. Paolo Russo e alla sua cricca, noi continueremo a rivendicare la nostra dignità di cittadini, assolvendo altresì il necessario compito di controllo democratico sull'attività dell'amministrazione comunale, compito a cui i partiti e i movimenti di opposizione della città si sono negli ultimi anni sistematicamente sottratti.”
I lavoratori, nella giornata di giovedì 20 ottobre, presenteranno un ulteriore esposto alla Procura della Repubblica nel quale saranno riportate le gravi irregolarità riscontrate nei tre mesi di gestione del servizio di pulizie del Tribunale di Nola da parte del Consorzio G.S.A..
Contestualmente i lavoratori tenteranno di sollecitare la Presidenza del TAR Campania, ove è pendente il ricorso volto all'annullamento delle procedure di gara, per ottenere in tempi brevi la fissazione dell'udienza collegiale dopo che lo stesso TAR (terza sezione) ha respinto la richiesta di sospensiva proprio sul presupposto di regolarità della procedura di bandizione e espletamento.
Nelle prossime settimane sono in programma una serie di manifestazioni di protesta volte a sollecitare l'avvio, presso gli organi istituzionali di Governo (Prefettura, Ministero dell'Interno), di una azione ispettiva sull'attività amministrativa dell'Ente Comune di Nola.
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sabato 2 luglio 2011
Scontri tra polizia e Lavoratori davanti al Tribunale di Nola
NOLA – continua la vertenza tra i lavoratori dell'affidamento di pulizie del Tribunale di Nola e il Comune di Nola/Consorzio G.S.A.
Il giorno venerdì 01 luglio 2011 il Dirigente dell'Ufficio Manutenzione del Tribunale di Nola arch. Giovanni De Sena ha comunicato agli uffici giudiziari l'avvenuto affidamento del servizio al Consorzio G.S.A.
Il sindacato in mattinata ha immediatamente verificato la presenza degli atti amministrativi (determina di affidamento e/o contratto di affidamento) scoprendo con sconcerto che non solo il dirigente De Sena non ha emesso (al 01/07/2011) alcuna determina di affidamento al Consorzio G.S.A. ma che lo stesso Consorzio G.S.A. non è ancora legittimato all'aggiudicazione della gara in quanto non sono ancora terminate le procedure di verifica dei requisiti aziendali, previsti dalla legge.
Nel primo pomeriggio il camion contenente le attrezzature e i materiali aziendali ha tentato di introdursi nel Tribunale di Nola, immediatamente bloccato dai lavoratori che contestavano il diritto dell'impresa all'avvio del servizio.
Per tutto il pomeriggio c'è stata forte tensione tra i lavoratori e gli agenti del Commissariato di PS che tentavano di sgombrare il sit-in e consentire l'ingresso dell'impresa nella reggia Orsini.
“Siamo di fronte all'ennesimo caso di evidente violazione dei più elementari diritti civili – ha commentato al termine della giornata il segretario Un.Si.L. Antonio Alfieri – noi abbiamo bloccato l'ingresso dei mezzi aziendali unicamente perché abbiamo potuto verificare con certezza che il Consorzio G.S.A. ad oggi non è ancora legittimato allo svolgimento del servizio. Difatti, nonostante avessimo semplicemente richiesto al dirigente De Sena, ai responsabili della G.S.A. e ai funzionari di Polizia niente altro che la visione sia dell'atto di affidamento che dell'autorizzazione dell'impresa all'ingresso nella struttura giudiziaria, siamo stati aggrediti e rimossi a forza dal viale di ingresso della Reggia Orsini senza che ci fosse contestato alcun reato.”
Infatti, come riportato anche dal ilnolano.it:
La ditta non ha ancora presentato la documentazione, ma ha avuto comunque l'autorizzazione ad entrare. Dopo l'incontro tra il presidente del Tribunale ed il dirigente del commissariato, la polizia ha sgomberato l'area e fatto entrare il camion. Non sono mancati momenti di tensione tra gli agenti intervenuti ed i lavoratori che svolgevano il sit in. Il camion della Gsa è entrato sotto scorta.
L'azione di sgombro forzato è stata operata dalla Polizia in quanto pare che la presidenza del Tribunale abbia contestato ai lavoratori il reato di l'interruzione di pubblico servizio.
“Se ci prendono con la forza devono contestarci il reato commesso! – questo è ciò che ha gridato ripetutamente Alfieri alle forze di Polizia – non è possibile in uno Stato di diritto che si giustifichi una azione di forza da parte della polizia a carico di lavoratori inermi senza fornire alcuna spiegazione. Non abbiamo alcuna intenzione di accusare i funzionari delle Forze dell'Ordine che hanno solo fatto il loro dovere – continua Alfieri – vogliamo solamente che chi secondo noi illegittimamente ha permesso alla G.S.A. di avviare il servizio in assenza di contratto con l'ente appaltante si assuma le proprie responsabilità di fronte alla legge”
Le ragioni che probabilmente stanno dietro quanto accaduto ieri le spiega il segretario Un.Si.L.: con un giudizio pendente al TAR Campania e promosso dai lavoratori il Comune di Nola non poteva procedere all'affidamento del servizio senza prima aver esperito la seduta relativa alla richiesta di sospensiva. E difatti l'impresa ha avviato il servizio senza che il Comune abbia violato formalmente la norma. L'illegittimo avvio del servizio da parte della G.S.A. è stato praticato attraverso l'intervento della Presidenza del Tribunale (probabilmente male informato dallo stesso dirigente De Sena); subito dopo l'ingresso l'impresa ha tentato di indurre i lavoratori ad accettare immediatamente le proprie condizioni contrattuali minacciando di lasciare i lavoratori stessi senza lavoro, situazione questa che, di fatto, annullerebbe la legittimazione al ricorso.
I lavoratori non hanno comunque accettato le proposte dell'impresa e hanno ribadito che tenteranno comunque di ottenere il riconoscimento dei propri diritti al Tribunale Amministrativo.
Nei prossimi giorni si prevedono nuove azioni di protesta civile da parte dei lavoratori che non intendono assoggettarsi a una condizione che definiscono illegale e repressiva. Gli stessi lavoratori, su consiglio del loro legale, hanno annunciato la presentazione di denunce all'Autorità Giudiziaria (presso altro Tribunale) e la trasmissione di un esposto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
In un documento inviato in serata alla Prefettura di Napoli, il dirigente Un.Si.L. Antonio Alfieri ha ribadito che: nonostante la evidenza rappresentata dalla pesante forza di repressione (esplicata da organismi il cui compito è la tutela di tali diritti) di ogni istanza democratica spregiudicatamente manifestata dall'impresa G.S.A., la scrivente OS, consapevole che tale comportamento ponga la stessa OS in condizione di palese inferiorità di condizioni in sede di contrattazione, continua a perseguire una politica sindacale orientata al rispetto delle regole e dell'ordinamento democratico dello Stato.
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mercoledì 29 giugno 2011
Continua lo Sciopero dei Lavoratori dell'Affidamenti di Pulizie del Tribunale di Nola
Dopo la giornata del 28 giugno 2011 il sindaco di Nola Biancardi e il Dirigente Giovanni De Sena, invece di verificare quanto dichiarato dal dirigente sindacale Antonio Alfieri e procedere alla sospensione della procedura di contrattazione con il Consorzio GSA (come espressamente previsto dal D.Lgs. n° 53 del 20/03/2010), hanno incontrato l'azienda presso la casa comunale senza, tra l'altro, nemmeno convocare i lavoratori che dabbasso al Municipio manifestavano pacificamente, ascoltati solo dai funzionari della P.S. di Nola da cui hanno ricevuto, pur nel rispetto della proprie funzioni, un attestato di solidarietà.
"Un'altra limpida dimostrazione del rispetto delle regole democratiche del nostro sindaco Biancardi che, giungendo nel cortile del Municipio dopo l'incontro con la GSA, ha apostrofato i lavoratori con l'equivalente nolano del ghé pensi mi' di berlusconiana memoria. E il sindaco ci dovrà pensare a lungo dato che, in barba alle istanze inoltrate dal sindacato, non si è nemmeno assunto la responsabilità di replicare per iscritto alle nostre argomentazioni. In ogni caso noi non ci preoccupiamo. Ci sono voluti tre anni di lotta e di denunce per far avviare l'inchiesta a carico dei precedenti responsabili del servizio manutenzione del Tribunale di Nola (inchiesta giunta ai quattro provvedimenti di custodia cautelare del gennaio scorso e poi insabbiata grazie ai poteri occulti ancora molto influenti in Tribunale nonostante la presenza di pochi magistrati coraggiosi) e, se ci dovessimo impiegare altri tre anni, faremo in modo che il sindaco Biancardi e il dirigente De Sena vengano finalmente messi di fronte alle proprie responsabilità.
Ultimo particolare ai limiti del grottesco: nonostante la presenza dei lavoratori in sciopero presso la casa comunale fino alle 19.30, il dirigente De Sena si è intrattenuto fino a sera inoltrata nei propri uffici con i responsabili del Consorzio GSA. Non si conosce i motivi del conclave ma sicuramente si prospetta per i lavoratori un'altra fumata nera (o cortina fumogena per coprire i soliti intrighi)".
lunedì 27 giugno 2011
Scioperano gli operai del Tribunale di Nola, ricordando l'operaio di Bari, suicida per la Legalità

Martedì 28 e Mercoledì 29 tornano a scioperare i lavoratori dell'affidamento di Pulizie del Tribunale di Nola.
I lavoratori hanno presentato un'ultima istanza al sindaco di Nola nella quale chiedono almeno la sospensione dell'affidamento al consorzio G.S.A. in attesa che si definisca il contenzioso, promosso dai lavoratori, relativo alla nullità del procedimento di aggiudicazione.
“Ci appelliamo un'ultima volta al sindaco Biancardi – dichiara il dirigente Un.Si.L. e portavoce del Fronte della Legalità Antonio Alfieri – a cui contestiamo la dichiarazione di non avere alcuna responsabilità nella gestione dell'affidamento. Il sindaco di Nola e il dirigente di settore arch. De Sena hanno invece piena responsabilità in quanto sta accadendo e devono sapere che siamo intenzionati ad andare fino in fondo in questa storia. Chiediamo al sindaco, in una situazione di gravi irregolarità nella gestione, un atto di responsabilità nei confronti dei lavoratori e della città. Non chiediamo altro che la sospensione delle procedure di affidamento per il tempo utile alla definizione della questione in sede giudiziaria.”
I lavoratori, che hanno riassunto le proprie osservazioni circa l'irregolarità della procedura di affidamento alla G.S.A. in un documento di sette pagine che domani (28/06/2011) sarà protocollato al comune nonché trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola Paolo Mancuso, celebreranno lo sciopero manifestando tra piazza G. Bruno (sede del tribunale) e il Municipio di Nola in piazza Duomo.
“La giornata di sciopero del 28 giugno – continua Antonio Alfieri – sarà dedicata alla memoria di Vincenzo, lavoratore della Municipalizzata del Comune di Bari infiltrata dalla criminalità organizzata, che il 26 giugno si è suicidato lanciandosi da un balcone del Municipio. Un lavoratore stabilizzato, senza particolari problemi di lavoro, che, togliendosi la vita, ci ha lasciato un solo messaggio: <<alla Mafia non ci sto!>>. Dietro la tragedia di Vincenzo ci sono migliaia di lavoratori degli appalti pubblici che vivono una serie infinita di abusi e violazioni dei propri diritti civili, senza alcuna tutela né giuridica né sindacale. La nostra attività sindacale è nata cinque anni fa con il preciso scopo di contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali negli enti locali affinché situazioni come quella di Vincenzo non debbano più verificarsi.”
Una giornata di lotta e di commemorazione, quindi, nella quale i lavoratori tenteranno di sollecitare tutte le forze politiche della città ad avere attenzione su quanto sta accadendo nella gestione dei servizi pubblici locali.
I lavoratori, negli scorsi giorni, hanno anche inviato una lettera all'on. Paolo Russo nella quale chiedevano al presidente della Commissione Agricoltura di intervenire presso l'Amministrazione Comunale e presiedere un tavolo di incontro tra il sindaco e le parti sociali.
Si attende entro la giornata di domani (28/06/2011) la risposta dell'on. Russo, nella quale i lavoratori hanno riposto l'ultima speranza di una pacifica definizione della vertenza.
domenica 26 giugno 2011
Bari, operaio suicida: in un biglietto ha scritto ‘Alla mafia non ci sto’
tratto dal sito: www.newnotizie.it

E' stato proprio su quest'ultimo che il sindaco del capoluogo pugliese Michele Emiliano ha annunciato il tragico evento. Nelle ultime ore, oltre a centinaia di commenti di chi ha voluto dire la propria sull'episodio, sottolineando come la disperazione oggi, con le attuali condizioni lavorative ed economiche, sia dietro l'angolo per molti; sono stati pubblicati altri interventi da parte del primo cittadino barese.
A quanto pare, Vincenzo - questo era il nome della vittima - non era un precario e dietro al suo tragico gesto ci sarebbe stata l'insofferenza verso un ambiente di lavoro inquinato da infiltrazioni di stampo mafioso. A dichiararlo sarebbe stato in un ultimo messaggio lo stesso operaio, come reso noto dal sindaco: "L'operaio che si è tolto la vita oggi non era un precario, ma un assunto a tempo indeterminato. Ha lasciato un biglietto di poche parole 'alla mafia non ci sto'."
Lo stesso Emiliano si è poi detto "preoccupato per le infiltrazioni mafiose nella Multiservizi al punto che un anno fa ho nominato un Prefetto antimafia amministratore unico. Chi è a conoscenza di fatti utili alle indagini si presenti alle forze dell'ordine e dica quel che sa".
No alle interviste - Il primo cittadino di Bari ha comunicato la decisione di non parlare ai microfoni perché quella di oggi deve rimanere una giornata di lutto. La scelta di comunicare soltanto tramite Facebook ha diviso coloro che seguono la pagina di Emiliano. Se Sofia dichiara di condividere "la scelta di parlare pubblicamente solo attraverso Facebook e non attraverso i microfoni e le telecamere" perché così "il messaggio di legalità è arrivato comunque molto forte", c'è anche chi si attende una presa di posizione molto forte da parte del sindaco: "E' un giorno di lutto per tutti sig. Sindaco - scrive Laura - ma l'opinione pubblica deve sapere, il Paese deve sapere. In qualità di primo cittadino ha il dovere di esprimere un'opinione a riguardo e dichiarare pubblicamete che s'impegnerà a fare luce sull'accaduto".
Simone Olivelli
mercoledì 22 giugno 2011
NOLA. LO SFOGO DEGLI EX LAVORATORI DE "LA PARTENOPE" IN CONSIGLIO COMUNALE
Pubblichiamo due articoli sull'Occupazione del Consiglio Comunale di Nola da parte dei Lavoratori dell'Affidamento del Tribunale di Nola.
fonte: www.ilmediano.it
NOLA. «IL COMUNE È UNA MACELLERIA SOCIALE». ARIA DI CRISI NELLA MAGGIORANZA
Questo l’appellativo, dato dai lavoratori del servizio di affidamento di pulizia del Tribunale di Nola durante l’assise di ieri, all’operato dell’Ente di Piazza Duomo. Seduta sciolta alle 18.55 per mancanza del numero legale.
Una seduta tumultuosa finita tra le polemiche che ha visto protagonisti gli ex lavoratori della ditta “La Partenope”, il quale contratto di lavoro è scaduto il 30 Luglio del 2010. Gli operatori hanno assediato l’aula consiliare di palazzo di città (foto) imbracciando un comunicato in cui denunciavano le modalità “anomale” della gara d’appalto triennale del nuovo affidamento del servizio, vinta dalla Consorzio G.S.A con sede in Roma grazie ad un ribasso del 58%.
La seduta di consiglio si è aperta tra le proteste dei lavoratori che hanno chiesto maggiore attenzione dell’amministrazione comunale ad una situazione in bilico che rischia di lasciare senza lavoro trenta famiglie. L’assise era stata fissata per le 17.30 ma, il primo appello per constatare la presenza del numero legale per aprire la seduta, è iniziato alle 18.25, proprio per il protrarsi delle lamentele dei lavoratori e di una maggioranza “scarna”. A questa prima chiamata, infatti, hanno risposto solo 15 consiglieri (16 assenti tra i quali il Primo Cittadino arrivato pochi minuti dopo), troppo pochi, per raggiungere il numero legale. Secondo il regolamento dell’Ente di Piazza Duomo, il secondo appello doveva essere effettuato dopo 30 minuti dalla prima chiamata, esattamente alle 18.55.
L’opposizione ha levato la propria disapprovazione a tale decisione ritenendo che, dato il ritardo sulla tabella di marcia, la seconda chiamata doveva avvenire attendendo solo altri 5minuti. “Se non ci sono i numeri chi di dovere si assuma le proprie responsabilità – ha asserito il Consigliere d’opposizione Franco Ambrosio – Se avete problemi interni alla maggioranza ditelo, noi siamo qui, vi aiutiamo ma dovete risponderci in primis per una ragione di etica”. Stesso tono del Consigliere Giannini che nel prendere la parola ha sottolineato: “Avete minacciato l’uso della forza pubblica contro i cittadini adesso volete farlo anche con noi?”All’arrivo del Sindaco Biancardi le polemiche dei lavoratori non si sono placate anzi, è iniziata una vera e propria bagarre tra questi ultimi e il Primo Cittadino della città bruniana.
“Il Sindaco deve garantire il lavoro – ha urlato un lavoratore tra la folla – Questo Comune è una macelleria sociale, la classe politica deve saltare!”. Nemmeno la proposta del Presidente del Consiglio Pizzella di convocare, in itinere, una conferenza dei capigruppo con una delegazione degli ex operatori della ditta Partenope, è bastata anzi l’idea è stata subito scartata dai lavoratori. “Siamo andati tante volte dal Sindaco – ha urlato una lavoratrice precaria – Tutto questo dallo scorso Febbraio ma non ha mai voluto riceverci. L’ultimo rifiuto è avvenuto qualche giorno fa quando, alla richiesta della documentazione, abbiamo visto sbatterci la porta in faccia!”.
Il Consigliere Ambrosio ha continuato a chiedere le ragioni della mancanza di alcuni consiglieri della maggioranza alla seduta e a chiedere di far luce riguardo la gara d’appalto di pulizia e facchinaggio presso il Tribunale di Nola: “Noi dell’opposizione, stranamente, siamo tutti qui cosa che non può dirsi per i consiglieri di maggioranza – ha sottolineato il Capogruppo della lista civica – Tale comunicato dei lavoratori è indirizzato al Sindaco che ha il dovere di rispondere ad una situazione anomala. Il problema è serio, una gara d’appalto aggiudicata con il 60% di ribasso appare un fatto strano. Invitiamo il Sindaco a leggerla bene visto che è un avvocato!”.
Pronta la risposta di Biancardi che ha sottolineato l’estraneità del Comune sia al procedimento di assegnazione che di gestione delle mansioni relative al servizio di pulizia e facchinaggio presso il foro di Nola: “ Le gare d’appalto non le fa il Comune. Tale gara è stata fatta altrove ad opera della Stazione Unica Appaltante. Invito i lavoratori a rivolgersi alla Procura della Repubblica se ci sono estremi di reato. Domani la leggerò con calma e vedremo – ha continuato Biancardi – Tecnicamente anche un ribasso del genere può essere fatto. Non solo Nola si trova in queste condizioni, questi appalti erano gonfiati prima”.
Durante la risposta del Sindaco di Nola non sono mancate le proteste dei lavoratori e dell’OS: “I lavoratori, nel corso degli ultimi mesi, hanno avviato una vertenza sindacale volta all’accertamento sia delle condizioni dell’affidamento, soggetto a pesanti condizionamenti accertati anche dall’Autorità Giudiziaria, senza che mai l’Ente Comune di Nola abbia mai avviato alcuna azione amministrativa volta ad affrontare le condizioni d’illegalità nella gestione – precisa il Sindacato – Il Comune ha negato ripetutamente l’accesso agli atti relativi alle procedure di espletamento della gara d’appalto. Inoltre l’aggiudicazione della gara stessa non è stata pubblicata ne sull’Albo Pretorio Comunale né presso il SITAR Campania”.
Biancardi ha promesso di occuparsi già nelle prossime 24ore della vicenda dando appuntamento ai lavoratori a domani mattina invitandoli a denunciare eventuali irregolarità del Dirigente Comunale”. Il Consigliere Conventi ha poi chiesto la parola per leggere una mozione urgente relativa alla ri-pubblicizzazione del servizio idrico, oggetto dell’ultimo referendum, di mettere ai voti del Consiglio alcuni principi in cui si impegnava il Sindaco e la Giunta.
La votazione non è avvenuta ed è stata così motivata dal Presidente Pizzella: “ La proposta del Consigliere Conventi non può essere messa ai voti senza che prima passi per la conferenza dei capigruppo che sulla questione sarà convocata a breve. Dopo questo passaggio sarà convocato un consiglio comunale straordinario e tale mozione sarà tramutata in ordine del giorno”.La trattazione del primo punto è stata interrotta dall’abbandono della Consigliera di maggioranza, Carmela Scala, che ha così motivato l’abbandono dall’aula che ha determinato la mancanza del numero legale e lo scioglimento della seduta:
“Ho mantenuto il numero legale per far parlare i lavoratori ma non sono la stampella di nessuno! Tra di voi è un litigio continuo”. Ha terminato mentre abbandonava l’aula rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza.
Durante l’ultima assise nolana i lavoratori in protesta hanno assediato la sala dell’Ente di Piazza Duomo. «Sindaco ci campi lei con 8 euro al giorno» si sfoga urlando uno di essi.
Una accesa bagarre si è consumata, nell’ultima assise nolana, tra gli ex dipendenti della ditta “La Partenope” e l’amministratore della città bruniana, Geremia Biancardi. Urla di protesta, non di rassegnazione, sono riecheggiate nell’aula consiliare dai tanti lavoratori della ditta, il quale contratto di affidamento triennale del servizio di pulizia e facchinaggio, presso il Tribunale di Nola, risulta scaduto dal 30 Luglio del 2010.
Una “boccata d’ossigeno” era giunta grazie ad una proroga (espressamente non consentita dal contratto di affidamento, quindi illegittima, come spiega il comunicato diffuso dal OS che segue i lavoratori) del servizio sino al 28 Febbraio di quest’anno. Scaduta la proroga i lavoratori, che attualmente ricevono uno stipendio oltre che dimezzato, sono stati assorbiti dalla ditta “Samir Global Service” che con procedura di negoziazione con il Comune di Nola, ha avuto l’affidamento temporaneo (fino al 30 Giugno 2011) del servizio presso il foro nolano.
L’affidamento temporaneo alla “Samir Global service” è giunto in relazione all’impossibilità della ditta “La Partenope” di ricevere una nuova proroga poiché, il titolare della stessa, era soggetto ad un provvedimento di custodia cautelare nell’ambito di una inchiesta giudiziaria relativa a presenti reati proprio nella gestione degli affidamenti di manutenzione del Tribunale di Nola. Lo scorso 15 giugno i lavoratori hanno visto recapitarsi una lettera di licenziamento individuale per decorrenza della concessione temporanea con scadenza di quindici giorni (data finale della proroga concessa al gruppo Samir).
Ad aggiudicarsi l’affidamento è risultato il Consorzio G.S.A, dopo la gara realizzata dalla Stazione Unica Appaltante del Comune di Nola, presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche, nel Dicembre del 2010. Tale consorzio, con sede in Roma, si è aggiudicato l’affidamento triennale grazie ad un ribasso del 58% rispetto l’importo base d’asta. Ma cosa contestano i lavoratori e il Sindacato all’Ente di Piazza Duomo?
A spiegarlo il Sindacalista Antonio Alfieri: “Ancora un caso di omissioni e di mancate verifiche delle procedure amministrative da parte dell'Amministrazione Comunale di Nola - precisa Antonio Alfieri - che continua a mostrare particolare disinteresse sia verso la regolarità della gestione amministrativa del Comune di Nola che dei cittadini e lavoratori che, sistematicamente, subiscono gli effetti deleteri di una mala gestione che ha ormai raggiunto livelli endemici e non può più essere ascritta a semplici sviste da parte di singoli dirigenti o funzionari. Ciò che chiediamo al Sindaco Biancardi è di verificare l'operato dei dirigenti comunali e di procedere, qualora si accertassero eventuali comportamenti irregolari, le sanzioni disciplinari previste dalla legge Brunetta che il Comune di Nola tanto si è pregiato di sperimentare dall'inizio dell'anno”.
“Un sindaco che dichiara ripetutamente, e in sede istituzionale, di non avere responsabilità nei confronti dei propri dirigenti - conclude il sindacalista - viene meno al suo principale ruolo istituzionale e viola gli obblighi normativi del proprio mandato”. Insomma il Sindacato contesta una condizione di stallo da parte dell’Amministrazione nolana che, in relazione alla vicenda, non ha mai avviato alcuna azione amministrativa volta ad affrontare le condizioni d’illegalità nella gestione. “Il Comune ha negato ripetutamente l’accesso agli atti relativi alle procedure di espletamento della gara d’appalto – ha continuato il sindacalista - . Inoltre l’aggiudicazione della gara stessa non è stata pubblicata ne sull’Albo Pretorio Comunale né presso il SITAR Campania”.
Frasi dure sono volate nei confronti del Primo Cittadino nolano dalla platea di lavoratori giunti allo stremo, stanchi di non avere certezze lavorative per il futuro: “Questa è una macelleria sociale – ha urlato un lavoratore quasi in lacrime – Troppe volte ci hanno risposto domani per la risoluzione della nostra condizione, ma nulla è stato fatto. Le nostre famiglie nel frattempo dove le mandiamo? Sindaco per cinque giorni ci campi lei con 8 euro al giorno e poi vediamo. Mi mancano 37settimane alla pensione che non vedrò mai, oltre a non mangiare. Lei non è un politico – ha continuato l’uomo con la voce spezzata – è un amministratore! Ci lasci stare o mi farò del male qui e poi lei si assumerà le responsabilità del mio gesto”.
Molti i lavoratori in crisi che cercavano di spiegare una condizione lavorativa tutt’altro che dignitosa: “Per 700 euro al mese puliamo i gabinetti, vergognatevi. Sono 10anni che ci offendete, è una vergogna. Abbiamo dovuto pagare tre avvocati, di tasca nostra, per difenderci! Il Comune non ha fatto nulla, ci avete costretto a renderci ridicoli”. Gli impiegati hanno avvisato, se la situazione non troverà uno spiraglio, che si incateneranno ai cancelli del Comune e di occuparne i balconi durante l’imminente edizione 2011 della Festa dei Gigli, minacciandone il regolare svolgimento. Biancardi ha promesso, all’indomani dello stesso consiglio, di mobilitarsi affinché venga chiarita la vicenda a tutela dei lavoratori in protesta:
“I lavoratori hanno pienamente ragione – ha detto Biancardi – Domani chiamerò io stesso il Dirigente che, se credete abbia sbagliato, denunciatelo” Ribadendo l’estraneità dell’Ente di Piazza Duomo poiché la gara è stata svolta al di fuori della Casa Comunale.
Autore: Valeria Cuomo
mercoledì 11 maggio 2011
COMUNICATO STAMPA CHIUSURA UFFICIO INFORMAGIOVANI COMUNE DI NOLA
Sconcertante situazione presso l'Ente Comune di Nola!
Da domani 12 maggio 2011 l'Ufficio Informagiovani del Comune di Nola, sito presso la struttura comunale di Corso Tommaso Vitale, sarà chiuso per mancanza di personale!
È quanto annuncia Antonio Alfieri, dirigente del sindacato Un.Si.L. e portavoce del Fronte della Legalità.
Il 28 aprile scorso la giunta comunale di Nola ha votato una delibera nella quale, senza indicare alcuna specifica motivazione di carattere tecnico/organizzativo, ha proceduto a trasferire tutti i dipendenti dell'Ufficio Informagiovani del Comune rendendo di fatto impossibile la apertura dell'Ufficio stesso.
Tra l'altro tale decisione è stata scoperta unicamente l'11 maggio, quando gli impiegati hanno visto recapitarsi dal messo comunale gli ordini di servizio che li destinavano dal giorno successivo ad altro incarico.
“La cosa sconcertante – dichiara Antonio Alfieri – è che la normativa contrattuale prevede espressamente, in casi di mobilità interna di personale, che le decisioni dell'amministrazione avvengano dopo una fase di informazione e concertazione con le parti sindacali che, nel caso specifico, erano assolutamente all'oscuro di tutto.
Situazione addirittura più grave è rappresentata dal fatto che, a fronte del trasferimento della totalità dei lavoratori dell'Ufficio Informagiovani, nessun altro dipendente sia stato destinato allo stesso Ufficio. Di fatto, quindi, l'amministrazione comunale di Nola, con la delibera di G.M. N° 179 del 28/04/2011 (che in effetti riguarda unicamente il trasferimento dei dipendenti dell'Ufficio Informagiovani ad altro Ufficio) CHIUDE l'Ufficio Informagiovani a tempo indefinito e in assenza di alcuna motivazione e/o giustificazione.
L'Amministrazione Comunale di Nola ci ha da tempo abituati ad atteggiamenti arbitrari e discrezionali ai limiti dell'illecito amministrativo ma, nel caso di specie, la situazione ci lascia completamente allibiti. Dopo che l'amministrazione si è vantata di essere uno dei pochi enti locali italiani ad aver aderito alla sperimentazione degli strumenti del Decreto Brunetta, riesce a commettere due reati in un colpo solo:
prima trasferisce sei dipendenti con un atto amministrativo palesemente illegittimo e senza procedere a comunicare alcunché alle parti sindacali, compiendo una violazione contrattuale nonché una pesante discriminazione a carico dei lavoratori dell'ente comune interessati dal provvedimento e contestualmente si assume la responsabilità dell'interruzione del pubblico servizio reso dall'Ufficio Informagiovani senza stabilirlo formalmente e, conseguentemente, chiarirne le motivazioni organizzative/gestionali.
Abbiamo il fondato timore – continua Alfieri – che quanto compiuto dalla amministrazione sia un tentativo, piuttosto maldestro a nostra impressione, di giungere ad una esternalizzazione della gestione dell'Ufficio Informagiovani; l'affidamento, quindi, dello stesso ufficio ad un ente privato attraverso il quale compiere eventuali operazioni di clientelismo politico e con la conseguenza di aumentare di fatto i costi di gestione della macchina comunale.
Chiediamo al Consiglio Comunale e agli organi di informazione di preoccuparsi di tale sconcertante questione e svolgere quelle funzioni di vigilanza e critica democratica che sole garantiscono una corretta applicazione dei diritti democratici.”
Nella giornata di giovedì 12 maggio il sindacato Un.Si.L/COSNIL provvederà ad impugnare gli illegittimi provvedimenti di trasferimento del personale chiedendo parimenti un tavolo di concertazione onde tentare di comprendere le ragioni dell'operato dell'Amministrazione Comunale.
Dalle ore nove di giovedì 12 maggio lo stesso sindacato sarà presso la sede dell'Ufficio Informagiovani per accertarsi della prevista impossibilità all'apertura dell'Ufficio e, qualora dovesse riscontrare tale condizione, procedere a segnalare all'Autorità Giudiziaria l'immotivata interruzione del pubblico servizio.
Il Segretario OS Un.Si.L./COSNIL – Nola
Antonio Alfieri
martedì 3 maggio 2011
COMUNICATO SINDACALE SCIOPERO 03-04 MAGGIO 2011 – AFFIDAMENTO SERVIZIO PULIZIA E FACCHINAGGIO TRIBUNALE DI NOLA
I LAVORATORI DEL SERVIZIO DI PULIZIA DEL TRIBUNALE DI NOLA IN SCIOPERO I GIORNI 03 E 04 MAGGIO 2011.
Nonostante i venti giorni di protesta attuati dai lavoratori, l’Ente Comune di Nola, nelle persone dei funzionari responsabili dell’Ufficio S.M.U.G., non ha ancora provveduto a convocare alcun incontro onde verificare le condizioni denunciate dalla scrivente OS;
Al momento gli scriventi lavoratori non sono a conoscenza del piano di gestione e organizzazione del lavoro trasmesso dalla azienda Gruppo Samir Global Service all’Ufficio S.M.U.G. e ai competenti uffici del Tribunale di Nola;
La scrivente OS ha potuto verificare che le questioni oggetto di vertenza sono state causate da una serie di atti illegittimi compiuti dai responsabili dell’Ufficio S.M.U.G. (attraverso una illecita interposizione nei normali rapporti contrattuali tra azienda gestore e parte sindacale) ai quali l’impresa, per ragioni difficilmente comprensibili, nulla ha eccepito nonostante dovesse essere anch’essa soggetto danneggiato;
Di fronte a una condizione generata da condizionamenti derivanti da disposizioni (incomprensibili in termini di diritto) da parte dell’Ente Appaltante, la scrivente OS è materialmente impossibilitata ad opporre alcuna azione giudiziaria in sede lavoristica (l’organico è stato arbitralmente, illegittimamente e illegalmente fissato dall’Ufficio S.M.U.G. senza tenere in alcun conto le risultanze della verifica effettuata in sede di passaggio di cantiere), per cui i lavoratori non possono fare altro che:
- sollecitare l’azienda gestore a rilevare (unitamente alla scrivente OS) i comportamenti illegittimi dell’Ente Comune di Nola;
- richiedere all’ente stesso di verificare e rettificare gli atti amministrativi illegittimi compiuti dai funzionari dell’Ufficio S.M.U.G.;
Oltre alla vertenza, praticamente in corso dal novembre 2009 (esubero di personale rispetto alle reali esigenze dell’affidamento a seguito di assunzioni clientelari ingiustificate sotto l’aspetto tecnico/organizzativo), in data 14/04/2011 la Stazione Unica Appaltante ha provveduto ad aggiudicare la gara triennale per l’affidamento in oggetto ad una impresa che ha praticato un ribasso pari al 58% dell’importo a base d’asta (senza valutare le offerte anomale e contro ogni norma relativa agli eccessi di ribasso;
Tale condizione, unita al palese esubero di personale nell’affidamento (e come già inutilmente denunciato dalla scrivente OS fin dal febbraio 2010), mette a rischio non solo i lavoratori addetti ma lo stesso regolare svolgimento del servizio in oggetto;
Di fronte ad una situazione nella quale l'Ente Locale, invece che assolvere ai propri compiti istituzionali di garanzia democratica e gestione legalitaria della cosa pubblica, ai lavoratori non resta che procedere presso le opportune sedi giudiziarie;
Nonostante siano state trasmesse all'Ente Comune di Nola dalla scrivente OS delle formali richieste di accesso agli atti onde poter produrre un fascicolo utile al ricorso al TAR in opposizione alle procedure di aggiudicazione della nuova gara triennale l'amministrazione non ha ancora provveduto (il termine di trenta giorni previsto dalla legge è scaduto il 01/05/2011) a consegnare la documentazione impedendo di fatto ai lavoratori (attraverso una omissione in atti di ufficio) il legittimo diritto di impugnare una procedura di aggiudicazione tra l'altro palesemente irregolare;
“Non solo il Comune di Nola è praticamente la causa delle condizioni di illegalità nella gestione dei pubblici affidamenti della città ma, con un compramento di totale spregio ai piu' elementari principi di trasparenza negli atti amministrativi, ci impedisce anche di avviare procedure giudiziarie (tra l'altro a carico dei lavoratori) con lo scopo di surrogare i naturali compiti dell'ente stesso.
In una simile situazione, in ottemperanza alle regole democratiche a cui la Un.Si.l. (e i lavoratori ad essa aderenti) si è sempre uniformata, non possiamo far altro che scioperare per sollecitare l'amministrazione comunale di Nola ad un rispetto dei principi di legalità che vada oltre la vuota retorica a cui ci hanno purtroppo abituati.
Considerata ormai la scarsa fiducia da noi riposta in una amministrazione che in due anni e mezzo non è stata capace di migliorare la condizione di illegalità nella gestione degli appalti nonostante il forte impegno profuso in tal senso anche da parte della Procura della Repubblica (che ha avviato diverse inchieste a carico di amministratori e funzionari comunali relativi a reati legali alla p.a. e di cui l'amministrazione è a totale conoscenza) ci auguriamo che le indagini sugli illeciti compiuti nell’affidamento possano rapidamente portare a richieste di rinvio a giudizio onde poter individuare attraverso i processi le responsabilità individuali di una condizione ambientale ormai insostenibile.”
Antonio Alfieri
Segretario Un.Si.L./COSINL NOLA


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mercoledì 6 aprile 2011
GIOVEDI' 07 APRILE 2011 - SCIOPERO LAVORATORI ADDETTI AL SERVIZIO DI PULIZIA E FACCHINAGGIO LOCALI TRIBUNALE DI NOLA
I LAVORATORI dell’AFFIDAMENTO del SERVIZIO di PULIZIE del TRIBUNALE di NOLA in SCIOPERO per DIFENDERE I PROPRI DIRITTI
La mattina di giovedì 07 aprile 2011 i lavoratori del servizio di puilizie e facchinaggio dei locali del Tribunale di Nola picchetteranno l’area antistante il Tribunale di Nola di Piazza G. Bruno. Scopo della manifestazione è sensibilizzare l’opinione pubblica su una serie di condizioni di violazione normativa che, nonostante gli arresti del mese di gennaio scorso e il cambio di gestione (con affidamento temporaneo a causa di "problemi di valutazione delle offerte" della gara triennale) continuano a funestare la gestione del servizio.
COMUNICATO di PROCLAMAZIONE dello SCIOPERO nell’AFFIDAMENTO del SERVIZIO di PULIZIA e FACCHINAGGIO TRIBUNALE DI NOLA - 07/04/2011
Nel corso della gestione del servizio di puliza dei locali del Tribunale di Nola da parte della ditta La Partenope s.r.l. la stessa azienda ha operato una serie di violazioni contrattuali a danno dei lavoratori addetti con lo scopo di ridurre i costi di gestione del servizio stesso.
La ditta La Partenope s.r.l. - con la complicità dei dirigenti e funzionari dell’Ente Comune di Nola - ha così potuto garantirsi condizioni di gestione economicamente vantaggiose rispetto a quanto fissato dal capitolato di appalto.
Nel corso della stessa gestione la ditta La Partenope s.r.l. ha provveduto ad assumere - con criteri clientelari - due unità lavorative in più rispetto al precedente organico.
Oltre ciò la ditta La Partenope s.r.l. ha provveduto a far risultare presso l’affidamento del Tribunale di Nola altre due unità lavorative, già dipendenti dalla stessa impresa prima dell’acquisizione dell’affidamento di pulizie del Tribunale senza tra l’altro mai informare l’Ufficio competente dell’Ente Comune di Nola.
Cosa paradossale è che, in assenza di comunicazione all’Ente appaltante, due lavoratori abbiano potuto accedere ai locali del Tribunale senza la previa autorizzazione dell’Ufficio manutenzione degli Uffici Giudiziari presso il Comune di Nola.
Altro elemento di gravità della questione è che, a causa del fatto che le condizioni dell’affidamento sono rimaste immutate nel corso della gestione, i lavoratori che sono stati illecitamente assunti in carico all’affidamento delle pulizie del Tribunale di Nola non hanno mai effettivamente avuto assegnato alcun reparto di lavoro in quanto palesemente in esubero rispetto alle esigenze tecnico/organizzative dell’affidamento stesso.
In pratica alcuni lavoratori che illegittimamente sono stati assegnati all’affidamento delle pulizie del Tribunale di Nola, e di cui addirittura non si aveva notizia presso l’Ufficio manutenzione, non hanno mai svolto un intero turno di lavoro presso l’affidamento percependo, però, spettanze superiori rispetto ai propri colleghi che, senza "copertura clientelare", lavoravano in rispetto della norma contrattuale.
In sede di passaggio di gestione (marzo 2011) tali addetti sono stati assunti in forza al nuovo gestore (la ditta gruppo samir global service) con gli stessi criteri clientelari e senza comunicazione all’Ente appaltante e, anche in questo caso hanno avuto libero accesso agli uffici giudiziari. E nonostante la ditta gruppo samir abbia accertato l’esubero di personale.
Noi ci chiediamo come sia possibile che una impresa gestore di un pubblico affidamento presso il Tribunale di Nola possa far fittizziamente risultare che dei lavoratori (in carico ad altri appalti o addirittura in nero) operino presso gli uffici del Tribunale e della Procura di Nola senza che i funzionari incaricati abbiano mai ricevuto alcuna comunicazione in merito né abbiamo effettuato alcna verifica!
Noi ci chiediamo come sia possibile che, per garantire il "posto di lavoro" ad addetti che il lavoro ce l’hanno già (ma in altri affidamenti), si debba ridurre l’orario e le condizioni di lavoro a coloro che non solo non godono di "coperture cliEntelari" ma che hanno anche come grave colpa il fatto di non rubare il proprio stipendio.
I "VERI" LAVORATORI PROFESSANO LA CULTURA DEL DIRITTO!
I "VERI" LAVORATORI RIFIUTANO LA CAMORRA DEL PRIVILEGIO E DELLA PREVARICAZIONE!
La mattina di giovedì 07 aprile 2011 i lavoratori del servizio di puilizie e facchinaggio dei locali del Tribunale di Nola picchetteranno l’area antistante il Tribunale di Nola di Piazza G. Bruno. Scopo della manifestazione è sensibilizzare l’opinione pubblica su una serie di condizioni di violazione normativa che, nonostante gli arresti del mese di gennaio scorso e il cambio di gestione (con affidamento temporaneo a causa di "problemi di valutazione delle offerte" della gara triennale) continuano a funestare la gestione del servizio.
COMUNICATO di PROCLAMAZIONE dello SCIOPERO nell’AFFIDAMENTO del SERVIZIO di PULIZIA e FACCHINAGGIO TRIBUNALE DI NOLA - 07/04/2011
Nel corso della gestione del servizio di puliza dei locali del Tribunale di Nola da parte della ditta La Partenope s.r.l. la stessa azienda ha operato una serie di violazioni contrattuali a danno dei lavoratori addetti con lo scopo di ridurre i costi di gestione del servizio stesso.
La ditta La Partenope s.r.l. - con la complicità dei dirigenti e funzionari dell’Ente Comune di Nola - ha così potuto garantirsi condizioni di gestione economicamente vantaggiose rispetto a quanto fissato dal capitolato di appalto.
Nel corso della stessa gestione la ditta La Partenope s.r.l. ha provveduto ad assumere - con criteri clientelari - due unità lavorative in più rispetto al precedente organico.
Oltre ciò la ditta La Partenope s.r.l. ha provveduto a far risultare presso l’affidamento del Tribunale di Nola altre due unità lavorative, già dipendenti dalla stessa impresa prima dell’acquisizione dell’affidamento di pulizie del Tribunale senza tra l’altro mai informare l’Ufficio competente dell’Ente Comune di Nola.
Cosa paradossale è che, in assenza di comunicazione all’Ente appaltante, due lavoratori abbiano potuto accedere ai locali del Tribunale senza la previa autorizzazione dell’Ufficio manutenzione degli Uffici Giudiziari presso il Comune di Nola.
Altro elemento di gravità della questione è che, a causa del fatto che le condizioni dell’affidamento sono rimaste immutate nel corso della gestione, i lavoratori che sono stati illecitamente assunti in carico all’affidamento delle pulizie del Tribunale di Nola non hanno mai effettivamente avuto assegnato alcun reparto di lavoro in quanto palesemente in esubero rispetto alle esigenze tecnico/organizzative dell’affidamento stesso.
In pratica alcuni lavoratori che illegittimamente sono stati assegnati all’affidamento delle pulizie del Tribunale di Nola, e di cui addirittura non si aveva notizia presso l’Ufficio manutenzione, non hanno mai svolto un intero turno di lavoro presso l’affidamento percependo, però, spettanze superiori rispetto ai propri colleghi che, senza "copertura clientelare", lavoravano in rispetto della norma contrattuale.
In sede di passaggio di gestione (marzo 2011) tali addetti sono stati assunti in forza al nuovo gestore (la ditta gruppo samir global service) con gli stessi criteri clientelari e senza comunicazione all’Ente appaltante e, anche in questo caso hanno avuto libero accesso agli uffici giudiziari. E nonostante la ditta gruppo samir abbia accertato l’esubero di personale.
Noi ci chiediamo come sia possibile che una impresa gestore di un pubblico affidamento presso il Tribunale di Nola possa far fittizziamente risultare che dei lavoratori (in carico ad altri appalti o addirittura in nero) operino presso gli uffici del Tribunale e della Procura di Nola senza che i funzionari incaricati abbiano mai ricevuto alcuna comunicazione in merito né abbiamo effettuato alcna verifica!
Noi ci chiediamo come sia possibile che, per garantire il "posto di lavoro" ad addetti che il lavoro ce l’hanno già (ma in altri affidamenti), si debba ridurre l’orario e le condizioni di lavoro a coloro che non solo non godono di "coperture cliEntelari" ma che hanno anche come grave colpa il fatto di non rubare il proprio stipendio.
I "VERI" LAVORATORI PROFESSANO LA CULTURA DEL DIRITTO!
I "VERI" LAVORATORI RIFIUTANO LA CAMORRA DEL PRIVILEGIO E DELLA PREVARICAZIONE!
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lunedì 28 febbraio 2011
COMUNICATO A SEGUITO DEL CONVEGNO SU LAVORO, DIRITTI E LEGALITÀ TENUTO DALLA CGIL NELL’AULA CONSILIARE DEL COMUNE DI NOLA.
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| Immagine dei lavoratori dell'Un.Si.L/COSNIL dell'Affidamento delle Pulizie del Tribunale di Nola |
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| I lavoratori in Assemblea |
I lavoratori non ci stanno e protestano ma, proprio i sindacati che dovrebbero difenderli (a quel tempo la FILCAMS CGIL e la UGL) danno ragione alla ditta e accusano i lavoratori di turbare le procedure di affidamento (rischiando di far aprire una inchiesta penale a loro carico) con pretese illecite e illegittime.
Lo stesso dirigente UGL del tempo, Antonio Alfieri, venne cacciato dalla propria organizzazione proprio per aver difeso e lottato per l’affermazione dei diritti di quei pochi lavoratori di quel piccolo appalto del piccolo paese nella provincia profonda.
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| I Lavoratori in Assemblea |
Nel gennaio del 2011 la Procura della Repubblica di Nola avvia formalmente l’inchiesta su una serie di reati per l’appalto delle pulizie del Tribunale, una sequela di circa venti reati distinti, a carico di amministratori e funzionari del Comune di Nola e delle imprese gestori dei servizi, con lo scopo di gestire illegittimamente diversi milioni di euro di appalti.
Inutile dire che nessuno si è ricordato dei lavoratori e del loro piccolo, insignificante sindacato che ha lottato contro tutti i poteri forti, sindacati confederali compresi e giungendo a denuciare anche la stessa CGIL.
Esiste in Campania il sidacato della lotta, della giustizia, della legalità e del diritto ma spesso tale movimento non si identifica con le grandi sigle che hanno “fatto la storia del sindacalismo” e che oggi sono spesso i migliori complici dei sistemi criminali che gestiscono gli appalti pubblici.
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| I Lavoratori in Assemblea |
Mentre la CGIL, nel pomeriggio del 25 febbraio, parlava di diritti nell’aula consiliare del Comune di Nola, i lavoratori, la mattina nella stessa sala, tenevano assemblea per ribadire la loro volontà a garantirsi il lavoro, i diritti civili, la dignità di cittadini.
MENTRE LA CGIL PARLAVA I LAVORATORI LOTTAVANO, E, PER ORA, I LORO DIRITTI SEMBRA SIANO STATI RICONSOCIUTI.
La Organizzazione Sindacale Un.Si.L./COSINL dell'Area Nolana.
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martedì 18 gennaio 2011
ARRESTI per REATI nella GESTIONE dei PUBBLICI APPALTI del COMUNE di NOLA
PUBBLICHIAMO ALCUNI DEI MANIFESTI REALIZZATI IN OCCASIONE DI SVARIATE MANIFESTAZIONI PER CHIEDERE IL RIPRISTINO DELLE CONDIZIONI DI LEGALITÀ NEI PUBBLICI AFFIDAMENTI DEL COMUNE DI NOLA NEL CORSO DEGLI ULTIMI ANNI
NONOSTANTE LA "DUREZZA DI MOLTE DELLE ESPRESSIONI DA NOI UTILIZZATE" IN RIFERIMENTO ALLE SITUAZIONI E AI PERSONAGGI COINVOLTI, IL NOSTRO COMITATO NON HA MAI SUBITO ALCUNA AZIONE GIUDIZIARIA A CARICO!!!
TALE FATTISPECIE E' DI PER SE GIA' ABBASTANZA ELOQUENTE.
NONOSTANTE LA "DUREZZA DI MOLTE DELLE ESPRESSIONI DA NOI UTILIZZATE" IN RIFERIMENTO ALLE SITUAZIONI E AI PERSONAGGI COINVOLTI, IL NOSTRO COMITATO NON HA MAI SUBITO ALCUNA AZIONE GIUDIZIARIA A CARICO!!!
TALE FATTISPECIE E' DI PER SE GIA' ABBASTANZA ELOQUENTE.
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L'Inchiesta sugli appalti del Tribunale di Nola - Le denunce del Fronte della Legalità
Dal sito dell’ANSA Campania
Appalti: arrestato funzionario uffici giudiziari Nola per truffa e corruzione, personale utilizzato per scopi privati.
Ha agevolato due aziende nell'assegnazione di alcuni contratti di lavoro per conto del Comune di Nola (Napoli) e utilizzava, talvolta, il personale in servizio all'amministrazione comunale presso gli uffici giudiziari, anche in straordinario, per lavori nella sua abitazione o in altri edifici. Sono accusati di venti distinte ipotesi di reato Giuseppe Marotta, funzionario degli uffici giudiziari di Nola (Napoli) e gli imprenditori Federico Magliulo e Carmine e Giuseppe Della Pietra, da oggi agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale di Nola
A seguito degli arresti di Giuseppe Marotta e alcuni imprenditori coinvolti in un inchesta relativa a presunti illeciti nella gestione degli appalti del Comune di Nola, i lavoratori aderenti alla Sede di Nola della COSNIL e il FRONTE della LEGALITÀ – Comitato per la Resistenza Democratica, manifestano la propria soddisfazione per l’avvio di una azione giudiziaria per ipotesi di reato che hanno ripetutatemente denunciato nel corso degli utlimi tre anni. Dal 2007 i lavoratori e il FRONTE della LEGALITÀ hanno svolto una campagna di denuncia di presunti illeciti nella gestione degli appalti presso il Comune di Nola attraverso la presentazione di numerosi esposti all’Autorità Giudiziaria nonché una serie di manifestazioni sia presso la Casa Comunale che al Tribunale di Nola.
"La soddisfazione più grande è essere finalmente giunti ad un serio procedimento di indagine da parte della Procura della Repubblica, diretta dal Giudice Paolo Mancuso. La nostra azione di denuncia della stato di profonda illegalità nella gestione dei pubblici appalti è per anni avvenuta in un clima di profondo disinteresse da parte della società civile locale e di aperta ostilità da parte dell’Ente Comune di Nola. Le ragioni di una tale situazione è data dal fatto che nell’area nolana si è da decenni vissuta una grave e pesante infiltrazione, da parte delle organizzazioni criminali, all’interno degli Enti Locali, situazione che ha generato un ambiente in cui la violazione normativa, l’arbitrio nella gestione della cosa pubblica, la prevaricazione e la negazione dei più elementari diritti civili era ormai diventata talmente naturale che a pochi era rimasto il coraggio di opporsi. Abbiamo impiegato gli ultimi anni in una durissima campagna di sollecitazione dei lavoratori (che spesso erano più o meno inconsapevolmente complici dei condizionamenti criminali nei pubblici affidamenti) con lo scopo di sottrarli al sistema delle clientele politico/mafiose in nome della cultura del diritto e dell’uguaglianza democratica. Anni di denuncie, manifestazioni pubbliche, azioni giudiziarie sia in sede civile che penale avvenute nel totale disinteresse anche di molti media locali e spesso in diretto contrasto con Amministratori e Pubblici funzionari dello stesso Ente Comune di Nola. Dobbiamo ringraziare immensamente il Procuratore Mancuso che, da quando ha assunto l’onere della direzione della difficile Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola alla fine del 2008, ha fatto sentire la presenza dello Stato, presenza che era da anni impalpabile a causa sia dei delle forti infiltrazioni negli enti pubblici locali che di una condizione ambientale di connivenza e omertà della società civile dell’area nolana. I lavoratori e gli aderenti al FRONE della LEGALITÀ vogliono manifestare la propria profonda riconoscenza nei confronti del Procuratore Mancuso e di tutti i Magistrati e funzionari della Procura della Repubblica di Nola per una azione giudiziaria che assume, in un ambiente profondamente assuefatto al fenomeno dell’illegalità, il carattere di una vera e propria Rivoluzione di Valori nella quale l’Autorità Giudiziaria non deve e non può essere l’unico soggetto propulsore. I lavoratori e le forze sane della società civile dell’area nolana vogliono manifestare la propria vicinanza all’Autorità Giudiziaria in una battaglia di civiltà che deve necessariamente essere combattuta, più che nelle aule di giustizia, all’interno del tessuto sociale.
Ciò che resta da fare in relazione all’inchiesta attualmente in corso presso la Procura di Nola è l’individuazione dei soggetti che, in ambito politico, hanno favorito e si sono avvantaggiati della condizione di illegalità nella gestione dei pubblici appalti. Non possiamo credere che Marotta abbia potuto gestire un sistema di corruzione talmente diffuso e permanente nel tempo senza godere di “appoggi” da parte di amministratori del Comune di Nola i quali, nel corso degli anni, hanno sempre continuato a rinnovargli gli incarichi di gestione di settori tra i più delicati dell’Ente Locale.
Certamente bisognerà attendere gli esiti delle procedure giudiziarie prima di poter esprimere giudizi sulla eventuale colpevolezza dei soggetti coinvolti nell’inchiesta. Resta il fatto che la gestione di molti pubblici appalti e affidamenti del Comune di Nola prensentavano e presentano numerosi elementi di illegalità tali che, nonostante le durissime prese di posizione che ho assunto in nome dei lavoratori negli ultimi anni, non ho mai subito alcun procedimento giudiziario per calunnia o diffamazione.
Attendiamo la conclusione delle indagini e gli eventuali provvedimenti di rinvio a giudizio."
Antonio Alfieri
Appalti: arrestato funzionario uffici giudiziari Nola per truffa e corruzione, personale utilizzato per scopi privati.
Ha agevolato due aziende nell'assegnazione di alcuni contratti di lavoro per conto del Comune di Nola (Napoli) e utilizzava, talvolta, il personale in servizio all'amministrazione comunale presso gli uffici giudiziari, anche in straordinario, per lavori nella sua abitazione o in altri edifici. Sono accusati di venti distinte ipotesi di reato Giuseppe Marotta, funzionario degli uffici giudiziari di Nola (Napoli) e gli imprenditori Federico Magliulo e Carmine e Giuseppe Della Pietra, da oggi agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale di Nola
A seguito degli arresti di Giuseppe Marotta e alcuni imprenditori coinvolti in un inchesta relativa a presunti illeciti nella gestione degli appalti del Comune di Nola, i lavoratori aderenti alla Sede di Nola della COSNIL e il FRONTE della LEGALITÀ – Comitato per la Resistenza Democratica, manifestano la propria soddisfazione per l’avvio di una azione giudiziaria per ipotesi di reato che hanno ripetutatemente denunciato nel corso degli utlimi tre anni. Dal 2007 i lavoratori e il FRONTE della LEGALITÀ hanno svolto una campagna di denuncia di presunti illeciti nella gestione degli appalti presso il Comune di Nola attraverso la presentazione di numerosi esposti all’Autorità Giudiziaria nonché una serie di manifestazioni sia presso la Casa Comunale che al Tribunale di Nola.
"La soddisfazione più grande è essere finalmente giunti ad un serio procedimento di indagine da parte della Procura della Repubblica, diretta dal Giudice Paolo Mancuso. La nostra azione di denuncia della stato di profonda illegalità nella gestione dei pubblici appalti è per anni avvenuta in un clima di profondo disinteresse da parte della società civile locale e di aperta ostilità da parte dell’Ente Comune di Nola. Le ragioni di una tale situazione è data dal fatto che nell’area nolana si è da decenni vissuta una grave e pesante infiltrazione, da parte delle organizzazioni criminali, all’interno degli Enti Locali, situazione che ha generato un ambiente in cui la violazione normativa, l’arbitrio nella gestione della cosa pubblica, la prevaricazione e la negazione dei più elementari diritti civili era ormai diventata talmente naturale che a pochi era rimasto il coraggio di opporsi. Abbiamo impiegato gli ultimi anni in una durissima campagna di sollecitazione dei lavoratori (che spesso erano più o meno inconsapevolmente complici dei condizionamenti criminali nei pubblici affidamenti) con lo scopo di sottrarli al sistema delle clientele politico/mafiose in nome della cultura del diritto e dell’uguaglianza democratica. Anni di denuncie, manifestazioni pubbliche, azioni giudiziarie sia in sede civile che penale avvenute nel totale disinteresse anche di molti media locali e spesso in diretto contrasto con Amministratori e Pubblici funzionari dello stesso Ente Comune di Nola. Dobbiamo ringraziare immensamente il Procuratore Mancuso che, da quando ha assunto l’onere della direzione della difficile Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola alla fine del 2008, ha fatto sentire la presenza dello Stato, presenza che era da anni impalpabile a causa sia dei delle forti infiltrazioni negli enti pubblici locali che di una condizione ambientale di connivenza e omertà della società civile dell’area nolana. I lavoratori e gli aderenti al FRONE della LEGALITÀ vogliono manifestare la propria profonda riconoscenza nei confronti del Procuratore Mancuso e di tutti i Magistrati e funzionari della Procura della Repubblica di Nola per una azione giudiziaria che assume, in un ambiente profondamente assuefatto al fenomeno dell’illegalità, il carattere di una vera e propria Rivoluzione di Valori nella quale l’Autorità Giudiziaria non deve e non può essere l’unico soggetto propulsore. I lavoratori e le forze sane della società civile dell’area nolana vogliono manifestare la propria vicinanza all’Autorità Giudiziaria in una battaglia di civiltà che deve necessariamente essere combattuta, più che nelle aule di giustizia, all’interno del tessuto sociale.
Ciò che resta da fare in relazione all’inchiesta attualmente in corso presso la Procura di Nola è l’individuazione dei soggetti che, in ambito politico, hanno favorito e si sono avvantaggiati della condizione di illegalità nella gestione dei pubblici appalti. Non possiamo credere che Marotta abbia potuto gestire un sistema di corruzione talmente diffuso e permanente nel tempo senza godere di “appoggi” da parte di amministratori del Comune di Nola i quali, nel corso degli anni, hanno sempre continuato a rinnovargli gli incarichi di gestione di settori tra i più delicati dell’Ente Locale.
Certamente bisognerà attendere gli esiti delle procedure giudiziarie prima di poter esprimere giudizi sulla eventuale colpevolezza dei soggetti coinvolti nell’inchiesta. Resta il fatto che la gestione di molti pubblici appalti e affidamenti del Comune di Nola prensentavano e presentano numerosi elementi di illegalità tali che, nonostante le durissime prese di posizione che ho assunto in nome dei lavoratori negli ultimi anni, non ho mai subito alcun procedimento giudiziario per calunnia o diffamazione.
Attendiamo la conclusione delle indagini e gli eventuali provvedimenti di rinvio a giudizio."
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