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domenica 3 luglio 2011

Il vescovo Depalma alla città di Nola: "Dobbiamo Sconfiggere il Malaffare"

Il Vescovo Beniamino Depalma, grida il suo appello alla responsabilità civile contro l'illegalità e l'emarginazione. Già coraggiosamente impegnato in una campagna di promozione morale della legalità nella propria diocesi - la sua lettera pastorale alle “Persone che Vivono nella Criminalità” del febbraio scorso ha scosso le coscienze di credenti e non – il Vescovo di Nola torna ad invitare i fedeli ad una unione civile contro il malaffare.


In occasione della benedizione dei gigli, momento centrale della Festa dei Gigli e culmine religioso della festa - momento sentitissimo da tutti i nolani – il Vescovo Depalma ha pronunciato la sua prolusione: 

"Nola oggi accoglie San Paolino, vanto della città. Questo il senso di questa giornata. Porto a tutti il saluto del santo, ai cittadini, alle autorità, alle paranze, ai maestri di festa, alle famiglie e soprattutto a chi oggi vive l’esperienza della sofferenza. San Paolino si ricorda di tutti. Porto a voi nolani la notizia che San Paolino segue le vicende della nostra città. Noi non siamo soli, siamo in mani sicure. Oggi ci affida un suo messaggio, quelli che stiamo vivendo sono giorni seri e preoccupanti. La crisi economica è caduta sulle spalle di tutti e talvolta ci rende paurosi e disperati, San Paolino ci dice che è tempo di speranza. Nola in passato ha superato momenti difficili, e li ha superato con il coraggio e l’intelligenza dei suoi cittadini. Questo momento difficile dobbiamo superarlo insieme. E’ tempo di speranza e responsabilità, siamo chiamati a fare la nostra parte per la città, col contributo di tutti. Nessuno in attesa, tutti responsabili per questa città. E’ tempo di ricostruire il tessuto della nostra città, ci sono patologie da risolvere. Come la preoccupazione per il precariato che tocca giovani e famiglie e distrugge presente e futuro, e può generare disperazione collettiva. San Paolino chiede agli amministratori che facciano tutto per assicurare il lavoro ai giovani. Dobbiamo combattere la piaga della illegalità, che distrugge il bene comune. Terza piaga sono il malcostume ed il malaffare, la logica dell’usura, la paura delle violenze. Dove c’è il malaffare non c’è vangelo e non c’è fede, non c’è Gesù Cristo, non c’è San Paolino. Questa mattina il Santo ci chiede di operare una grande rivoluzione, non delle armi, ma della solidarietà, l’unica che può cambiare la città e tutto il territorio. Scateniamo una grande gara di solidarietà, soprattutto da parte dei giovani”.

Il Fronte della Legalità – Un.Si.L., in questi giorni impegnato in una serie di battaglie civili in difesa dei lavoratori del territorio e in una campagna per contrastare i fenomeni di illegalità e corruzione negli enti locali, vuole pensare (senza permettersi di strumentalizzare le parole del Vescovo) che quanto affermato dal nostro pastore si riferisca anche a quanto da noi denunciato negli ultimi anni. Per quanto ci riguarda, il messaggio del Vescovo Depalma è un ulteriore atto di solidarietà e incoraggiamento a chi già lotta da anni per combattere la piaga della illegalità, il malcostume ed il malaffare, la logica dell’usura, la paura delle violenze.

domenica 26 giugno 2011

Bari, operaio suicida: in un biglietto ha scritto ‘Alla mafia non ci sto’

tratto dal sito: www.newnotizie.it

Gli aggiornamenti su quanto accaduto stamane a Bari dove un operaio della Multiservizi - società mista nata fra Comune di Bari e Italia Lavoro spa, nata nel 1998 con il fine di reimmettere sul mercato lavoratori socialmente utili - si è gettato dal balcone del Comune continuano ad arrivare tramite il social network Facebook.
E' stato proprio su quest'ultimo che il sindaco del capoluogo pugliese Michele Emiliano ha annunciato il tragico evento. Nelle ultime ore, oltre a centinaia di commenti di chi ha voluto dire la propria sull'episodio, sottolineando come la disperazione oggi, con le attuali condizioni lavorative ed economiche, sia dietro l'angolo per molti; sono stati pubblicati altri interventi da parte del primo cittadino barese.
A quanto pare, Vincenzo - questo era il nome della vittima - non era un precario e dietro al suo tragico gesto ci sarebbe stata l'insofferenza verso un ambiente di lavoro inquinato da infiltrazioni di stampo mafioso. A dichiararlo sarebbe stato in un ultimo messaggio lo stesso operaio, come reso noto dal sindaco: "L'operaio che si è tolto la vita oggi non era un precario, ma un assunto a tempo indeterminato. Ha lasciato un biglietto di poche parole 'alla mafia non ci sto'."
Lo stesso Emiliano si è poi detto "preoccupato per le infiltrazioni mafiose nella Multiservizi al punto che un anno fa ho nominato un Prefetto antimafia amministratore unico. Chi è a conoscenza di fatti utili alle indagini si presenti alle forze dell'ordine e dica quel che sa".

No alle interviste - Il primo cittadino di Bari ha comunicato la decisione di non parlare ai microfoni perché quella di oggi deve rimanere una giornata di lutto. La scelta di comunicare soltanto tramite Facebook ha diviso coloro che seguono la pagina di Emiliano. Se Sofia dichiara di condividere "la scelta di parlare pubblicamente solo attraverso Facebook e non attraverso i microfoni e le telecamere" perché così "il messaggio di legalità è arrivato comunque molto forte", c'è anche chi si attende una presa di posizione molto forte da parte del sindaco: "E' un giorno di lutto per tutti sig. Sindaco - scrive Laura - ma l'opinione pubblica deve sapere, il Paese deve sapere. In qualità di primo cittadino ha il dovere di esprimere un'opinione a riguardo e dichiarare pubblicamete che s'impegnerà a fare luce sull'accaduto".

Simone Olivelli

sabato 1 maggio 2010

25 APRILE - 1° MAGGIO 2010: LAVORO e GIUSTIZIA ancora NEGATI.


Nell'Area Nolana, nonostante la grande presenza di attività produttive, delle quali la più  rappresentativa è il "Polo di Scambio Intermodale" del CIS/INTERPORTO/VULCANO BUONO, i livelli di disoccupazione e di disagio economico/sociale sono particolarmente elevati.


Ciò è dovuto, a nostro avviso, al particolare sistema politico/economico che regge, appunto, il territorio, sistema che vede una percentuale altissima di imprese di proprietà (o più semplicemente infiltrate) dalla Criminalità Organizzata nonché un sistema politico locale completamente asservito alle stesse Entità Criminali.