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venerdì 2 dicembre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
COMUNICATO ASSEMBLEA LAVORATORI APPALTO PULIZIE TRIBUNALE
ASSEMBLEA LAVORATORI AFFIDAMENTO SERVIZIO PULIZIA TRIBUNALE DI NOLA
P.ZA G. BRUNO 20/10/2011 – ORE 10,30 13,00
TORNANO A MANIFESTARE I LAVORATORI DEL SERVIZIO DI PULIZIE DEL TRIBUNALE DI NOLA
Dal 07 luglio scorso i lavoratori del servizio di pulizie dei locali del Tribunale di Nola hanno sospeso le attività di protesta sindacale.
La decisione era stata presa a seguito delle dichiarazioni rese del Sindaco di Nola Geremia Biancardi in consiglio comunale, il quale si era assunto la responsabilità di affrontare la questione dei lavoratori del servizio di pulizie del Tribunale di Nola.
I lavoratori hanno visto ridursi l'orario giornaliero di lavoro del 35% (con relativa riduzione dello stipendio) a seguito dell'aggiudicazione della gara triennale presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania/Molise da parte del Consorzio G.S.A. - Gruppo Servizi Associati con un ribasso del 58% sull'importo a base d'asta.
I lavoratori nei mesi successivi all'aggiudicazione avevano pubblicamente denunciato una serie di gravi irregolarità nella gestione sia delle procedure di gara (da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania/Molise) sia in sede di aggiudicazione (da parte dell'Ente Comune di Nola) chiedendo quantomeno una discussione (tramite audizioni dei responsabili istituzionali) in Consiglio Comunale.
“Nel consiglio Comunale del 07 luglio scorso – dichiara il dirigente Un.Si.L. e portavoce del Fronte della Legalità Antonio Alfieri – nessun consigliere comunale ha inteso sottoscrivere una istanza, inoltrata dai lavoratori, nei quali si richiedeva ai funzionari e amministratori responsabili di rispondere in consiglio comunale alle accuse di irregolarità gestionale che avevamo riscontrato nella gestione delle procedure di affidamento.
Durante lo stesso consiglio abbiamo dovuto assistere ad una risibile serie di accuse dal sindaco di Nola Geremia Biancardi, rivolte soprattutto al sottoscritto, con l'unico scopo di delegittimare una democratica azione sindacale volta ad ottenere la garanzia del principio di legalità nella gestione amministrativa dell'affidamento e la tutela dei diritti civili dei lavoratori.
Ad oggi, – continua il dirigente Un.Si.L. Antonio Alfieri – nonostante la Procura della Repubblica di Nola abbia formalmente avviato un'inchiesta giudiziaria a carico del Dirigente Giovanni De Sena e di altri personaggi coinvolti nella vicenda, la gestione del servizio continua ad essere caratterizzata da una condizione di grave illegalità.
Siamo in attesa anche della fissazione dell'udienza presso la terza sezione del TAR Campania, dove è pendente un nostro ricorso volto ad ottenere l'annullamento delle procedure di gara ma, considerando l'elevato livello di condizionamento politico che, purtroppo, il TAR Campania subisce, non possiamo sperare che l'udienza sia fissata prima dei prossimi due anni.
I lavoratori, dopo aver atteso tre mesi nei quali sono emerse le gravi responsabilità dell'Amministrazione Biancardi nella gestione dell'affidamento, hanno intenzione di riavviare la fase di protesta sindacale per sollecitare quantomeno una rapida conclusione delle indagini giudiziarie a carico dei funzionari e degli amministratori responsabili, unico modo ormai rimastoci per sperare di ottenere giustizia.
Nonostante la condizione di totale asservimento della città allo strapotere dell'on. Paolo Russo e alla sua cricca, noi continueremo a rivendicare la nostra dignità di cittadini, assolvendo altresì il necessario compito di controllo democratico sull'attività dell'amministrazione comunale, compito a cui i partiti e i movimenti di opposizione della città si sono negli ultimi anni sistematicamente sottratti.”
I lavoratori, nella giornata di giovedì 20 ottobre, presenteranno un ulteriore esposto alla Procura della Repubblica nel quale saranno riportate le gravi irregolarità riscontrate nei tre mesi di gestione del servizio di pulizie del Tribunale di Nola da parte del Consorzio G.S.A..
Contestualmente i lavoratori tenteranno di sollecitare la Presidenza del TAR Campania, ove è pendente il ricorso volto all'annullamento delle procedure di gara, per ottenere in tempi brevi la fissazione dell'udienza collegiale dopo che lo stesso TAR (terza sezione) ha respinto la richiesta di sospensiva proprio sul presupposto di regolarità della procedura di bandizione e espletamento.
Nelle prossime settimane sono in programma una serie di manifestazioni di protesta volte a sollecitare l'avvio, presso gli organi istituzionali di Governo (Prefettura, Ministero dell'Interno), di una azione ispettiva sull'attività amministrativa dell'Ente Comune di Nola.
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mercoledì 6 luglio 2011
Appalti in Provincia di Napoli: l'ombra della Camorra e del Malaffare
La vicenda dei lavoratori dell'affidamento di pulizia del Tribunale di Nola tra Comune di Nola, Provveditorato alle Opere Pubbliche e TAR Campania.
Presentiamo una piccola “rassegna stampa” che descrive i personaggi coinvolti a vario titolo nella vicenda dell'affidamento G.S.A. del Tribunale di Nola, territorio purtroppo dimenticato dai media che contribuiscono così ad aggravare una condizione di pesante limitazione dei diritti civili dei suoi abitanti.
La vicenda può essere così brevemente riassunta:
“L'Amministrazione Comunale di Nola, il cui sindaco Geremia Biancardi è stato eletto con un vero plebiscito nel giugno 2009 e che sbandiera fin dal suo insediamento la sua presunta voglia di legalità, ha, nel 2010, istituito la Stazione Unica Appaltante presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania-Molise. Nell'aprile 2011 il Provveditore Giovanni Guglielmi emetteva l'aggiudicazione definitiva della Gara al Consorzio G.S.A. con il 58% di ribasso sull'importo a base d'asta.
Seguiva una vertenza tra lavoratori, Comune di Nola (che è possibile seguire sul nostro blog) e Provveditorato che ha portato gli stessi lavoratori (che hanno contestato ripetutamente la regolarità amministrativa dell'intera procedura) a presentare ricorso al TAR Campania avverso alle procedure di aggiudicazione.
Il ricorso sarà discusso dal Collegio della Prima sezione del TAR Campania presieduto da Antonio Guida (che ha già rigettato il 06/07/2011 una richiesta di sospensiva immediata presentata dai lavoratori).”
Di fronte ad una situazione nella quale ci si trova a impelagarsi in vertenze giudiziarie che riguardano le istituzioni (e l'”alta politica”) e nella quale si rischia il posto di lavoro con il quale si sostentano le proprie famiglie è normale tentare di capire quanto fondati possano essere i dubbi di legittimità su un sistema di aggiudicazione di appalti di lavori e servizi definito “legalitario e trasparente” dal sindaco di Nola nonché realizzato sotto il controllo della Prefettura di Napoli.
Per tali motivi, senza aggiungere alcuna considerazione di carattere soggettivo, abbiamo cercato nella rete web informazioni e notizie su enti e attori della vicenda in modo da comprendere “la condizione ambientale” con la quale si andava a scontrarsi.
I risultati sono stati a dir poco strabilianti tanto da spingerci a condividere con un più vasto pubblico le “perle” pescate dalla rete.
Cominciamo con l'identificare l'ambiente politico nel quale nasce l'Amministrazione Comunale di Nola partendo da una foto, scattata durante l'inaugurazione del cantiere della NTV del Cav. Gianni Punzo (inquisito per mafia e oggi socio di Montezemolo):
Paolo Russo - Geremia Biancardi - Nicola Cosentino
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Geremia Biancardi, avvocato amministrativista, è da anni uomo di fiducia dell'on. Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati.
L'on. Russo è famoso soprattutto in quanto, dal 2001 al 2006 ha presieduto la Commissione Bicamerale di Inchiesta sul Ciclo Rifiuti (ai tempi della Gestione Commissariale di Antonio Bassolino oggi soggetta a indagine giudiziaria) nonché per essere stato coinvolto nel 2007 in una inchiesta per associazione mafiosa (proc. penale n. 86429/00 RGNR n. 61805/01 RG GIP - Napoli) per la quale si cita un articolo di Amalia De Simone pubblicata su IL MATTINO dell'epoca:
“Il deputato di Forza Italia Paolo Russo è stato indagato dalla Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa e per minacce al fine di condizionare le elezioni con l'aggravante dell'articolo 7 della legge antimafia, favorendo cioè un clan camorristico. Ieri funzionari della Dia gli hanno notificato l'avviso di garanzia firmato dai pm Simona Di Monte e Giuseppe Borrelli che hanno chiesto al gip di poter acquisire alcune intercettazioni ambientali del politico forzista che si sarebbe trovato a dialogare con soggetti sottoposti ad indagine.
Con questo atto si avvia la procedura per l'utilizzo delle intercettazioni che si concluderà con il parere della Camera. “Cambiagli i connotati!”. Questa richiesta sarebbe uno dei contenuti delle intercettazioni che saranno al vaglio del gip e verrebbe fatta da Paolo Russo a colui che gli investigatori considerano il suo “delfino”, l'imprenditore Giovanbattista Mautone, finito in manette venerdì scorso insieme con altre 89 persone ritenute a vario titolo, fiancheggiatori dei clan camorristici del nolano.
In particolare, secondo gli inquirenti, Russo captato da una cimice nel corso di un incontro con Mautone, gli avrebbe chiesto di avviare rappresaglie nei confronti di un soggetto che non aveva votato per le persone da lui indicate. Per l'inchiesta il legame tra il parlamentare e l'imprenditore ritenuto legato al clan Ruocco si evincerebbe anche da un'altra intercettazione in cui Mautone spiegherebbe che Paolo Russo, in cambio di voti assicurati al cugino Ermanno Russo (consigliere regionale oggi assessore alle politiche sociali - ndr), avrebbe fatto in modo di far nominare assessore al Comune di Marigliano suo fratello, Felice Mautone.
La prima intercettazione sarebbe alla base della contestazione fatta a Russo, relativa alla violazione della legge elettorale con l'aggravante di aver favorito il clan Ruocco. Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa invece, viene contestato al deputato al fine di indagare sull'ipotesi che sia lui che Mautone fossero soci occulti di una Soa, società di certificazione delle imprese, organo, tra l'altro, preposto al rilascio dell'attestazione di qualificazione obbligatoria per chiunque debba eseguire lavori pubblici di importo superiore ai 150mila euro. Gli investigatori dovranno verificare se attraverso la Soa siano state favorite imprese riconducibili alla camorra e in particolare a Michele La Marca, considerato l'interfaccia imprenditoriale dal clan Ruocco.”
La vicenda si concluse con il voto negativo della Giunta delle Autorizzazioni a Procedere presieduta da Carlo Giovanardi (anche perché il GIP riportava che le eventuali responsabilità dell'on. Russo erano ancora da accertare e soggette necessariamente a supplemento di indagine) nella quale fu negato l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche nei confronti dell'onorevole Russo, condizione, questa che, di fatto bloccò le indagini a carico del deputato.
Di Nicola Cosentino (sotto inchiesta per presunti legami con il clan dei casalesi) e della sua vicenda si può dire che è talmente nota che in questa sede non è nemmeno il caso di citarla. Basti valutare che, sotto l'aspetto puramente politico (non si intende in nessun modo proporre alcun giudizio o valutazione a carattere personale) l'Amministrazione Biancardi è espressione diretta della componente PdL che fa capo all'on. Russo e a Nicola Cosentino (con tutte le conseguenze di carattere politico che ne derivano).
Come dicevamo l'amministrazione Comunale di Nola, proprio per evitare eventuali condizionamenti nella gestione degli appalti, ha preferito conferire l'incarico di Stazione Unica Appaltante del Comune di Nola al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania-Molise (Ufficio del Ministero delle Infrastrutture presieduto, ai tempi della stipula della convenzione, da Claudio Scajola, capo della componente PdL che in Campania è rappresentata proprio dall'on. Russo, e che ha dovuto dimettersi dall'incarico perché coinvolto in tristi vicende giudiziarie).
Il provvedimento di aggiudicazione della gara al Consorzio G.S.A. (e tutti gli altri provvedimenti emessi dal provveditorato) è stato emesso da Giovanni Guglielmi, Provveditore di Campania-Molise da circa un anno. Quando i lavoratori hanno contestato al sindaco di Nola Biancardi la irregolarità del provvedimento siglato da Guglielmi lo stesso sindaco ha dichiarato pubblicamente che non si poteva mettere in dubbio l'operato del Provveditore anche perché avallato dalla Prefettura di Napoli.
Pochi ricordano, però, che Giovanni Guglielmi, poco più di un anno fa, era Provveditore alle Opere Pubbliche di Lazio-Abruzzo e Sardegna (sempre ai tempi del Ministero Scajola) e che ha dovuto lasciare l'incarico perché coinvolto nell'indagine sulla ricostruzione in Abruzzo.
Leggiamo infatti su Repubblica di Bologna del 19 febbraio 2010 (articolo a firma di Enrico Nardecchia):
“APPALTI E TERREMOTO - Il potere della strana coppia Di Nardo - Guglielmi: ecco i piani
Le intercettazioni tra Guglielmi e Di Nardo. Ecco i piani del funzionario amico dei clan e del supercontrollore.
Al provveditore interregionale alle Opere pubbliche la cricca vuole strappare promesse di lavori certi.
Antonio Di Nardo e Giovanni Guglielmi
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L'AQUILA. Un potere assoluto. In mano a una strana coppia. E qui non si parla di strade nuove, come quella per l’aeroporto del G8 o di lavori al tribunale.
Come soggetto attuatore della ricostruzione, col benestare del governo, il provveditore interregionale alle Opere pubbliche Giovanni Guglielmi è il padrone della rinascita della città. Il supercontrollore degli appalti per la ricostruzione in Abruzzo, come emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta di Firenze su appalti e corruzione, non se ne sta nel suo ufficio a metter timbri e vigilare. Si fa tirare per la giacca dal funzionario ritenuto amico dei clan.
Un’amicizia tra lavoro e affari. Dalle 20mila pagine allegate agli atti del procedimento, che riserva ogni giorno un capitolo nuovo sul tema ricostruzione in Abruzzo, emerge il rapporto costante tra il provveditore interregionale alle Opere pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna (che al momento, comunque, non risulta indagato), nominato a gennaio in questo ruolo, e il funzionario del ministero delle Infrastrutture Antonio Di Nardo, di 64 anni, nato a Giugliano (Napoli) ma residente a Mentana (Roma). È considerato il suo «segretario». Ma per la Dia di Napoli è «vicino ai Casalesi».
Dopo il sisma del 6 aprile i contatti tra i due sono costanti. Ecco cosa emerge dai dialoghi intercettati. Guglielmi chiama Di Nardo che ne approfitta per invitarlo a cena.
Guglielmi: «Pronto sono Gianni come stai?».
Di Nardo: «Uhè, bene, tu?».
G.: «bene, bene abbastanza».
D.N.: «Dove stai al mare o a Roma?».
G.: «no, all’Aquila».
D.N.: «Vabbè ogni tanto, pensavo che stavi a Roma da solo, ho detto se stasera gli viene voglia ci mangiamo una pizza».
G.: «No ti ringrazio, sto all’Aquila».
D.N.: «Ma domani a che ora vieni?».
G.: «Alle 9,30».
Di Nardo, insomma, è buon amico del supercontrollore degli appalti per la ricostruzione in Abruzzo. Lo invita a cena, poi lo va a trovare a casa. L’attivismo di Di Nardo, che per chi indaga non è solo un impiegato del ministero ma anche il gestore occulto del consorzio Stabile Novus col quale «cerca di infilarsi negli appalti all’Aquila», è precoce.
Già il 14 aprile, «auspice» il coordinatore nazionale Pdl Denis Verdini, indagato per corruzione, si tesse la tela del primo consorzio. È lui che avvisa un’amica «Sto a Palazzo Chigi». E aggiunge, il 15 maggio: «Consorzio Federico II costituito». È lui che tiene i contatti con la Btp dell’indagato Riccardo Fusi, pure lui in cerca del lasciapassare per L’Aquila. È lui che si sente con Francesco Maria De Vito Piscicelli, quello delle risate al telefono la notte del terremoto, sue o del cognato Pierfrancesco Gagliardi.
Questa «cricca», come la chiamano i pm toscani, fa di tutto per avvicinare Guglielmi, soggetto attuatore della ricostruzione. Si parla di lui come di un aspirante amministratore delegato dell’Anas. La «cricca» lo considera «uno dei nostri» se è vero che il 21 gennaio, con la nomina dei due provveditori di Toscana e Lazio-Abruzzo-Sardegna, Piscicelli esclama: «Un grande segnale di risposta a quelle aggressioni che stanno sui giornali. “Voi cacate 'o cazzo? E io tengo pure un altro Provveditore dopo quello di Roma. Ne ho due».
A incaricarsi di «agganciare» Guglielmi è un altro pezzo di Stato, il magistrato della Corte dei Conti Mario Sancetta. Appena tre giorni dopo il terremoto. Il mediatore? Ancora Di Nardo.
Sancetta: «...senta volevo dire questo...in relazione a questa cosa di...del
terremoto...pensavo che si poteva stabilire un contatto con...».
Di Nardo: «...certo...certo».
S.: «con quello che sta qui e che abbiamo visto l’a ltra volta...».
D.N.: «Come no!. adesso si vada a fare Pasqua...appena lei viene ci incontriamo un attimino perché penso che avrà pure qualcosa già pronto...per lei».
S.: «Se dobbiamo attivarci dobbiamo farlo subito».
Alla fine Sancetta e Guglielmi si trovano. Lo dice il giudice all’imprenditore Lamino:
«...allora ho chiamato il Gianni...m’ha detto che appena capita qualche cosa dibuono...senz’altro...m’ha detto». La contropartita? Un posto all’Anas. Sancetta: «Vuol fare l’amministratore delegato, chiede di essere sostenuto»”.
Non vogliamo, nemmeno in tale sede, porre alcun dubbio sulla integrità del provveditore Guglielmi ma ci sia almeno consentito di poter affermare che Giovanni Guglielmi, come tutti gli esseri umani, non ha il dono dell'infallibilità e quindi è possibile che possa aver commesso “errori di valutazione” nella procedura di affidamento (e in chissà quante altre).
Ma in Italia vige lo Stato di diritto e i cittadini che si sentono danneggiati da un atto amministrativo secondo loro (quantomeno) irregolare se non illegittimo possono ricorrere per il suo annullamento al TAR della propria regione.
È proprio ciò che hanno fatto i lavoratori presentando regolare ricorso al TAR Campania per vedere riconosciuti i propri diritti. Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) rappresenta un organo giudicante super partes e quindi i lavoratori possono tranquillamente sperare in un giudizio oggettivo e privo di “condizionamenti”.
Così sarebbe in un paese normale ma in Italia (e in Campania e a Nola in particolare), si sa, la normalità è noiosa. Compulsando la rete web alla ricerca di informazioni sul TAR Campania e precisamente sulla prima sezione del Tribunale Amministrativo (delegata alla trattazione del caso dell'aggiudicazione di Guglielmi) ci imbattiamo in un articolo de La Voce della Campania a firma di PAOLO SPIGA del 18/03/2010:
“LE BEFFE DEI TAR - Succede anche questo: alcuni Tar applicano misure in contrasto con le interdizioni dell'antimafia, favorendo ditte in odor di clan. Spesso, con tanto di conflitti d'interesse.
[...]
Ma eccoci al TAR chiamato a pronunciarsi sulla sorte di tanti comuni. «E' la prima sezione quella cruciale, dove arrivano i ricorsi presentati dai comuni sciolti dal ministero degli Interni o da quelle aziende che si vedono recapitare dalle prefetture le interdittive antimafia, come capita spesso quando si aggiudicano appalti ma sono in odore di camorra», precisano ancora alla DDA. I settori più' gettonati? Rifiuti, of course, vigilanza privata, mense, trasporti, forniture ospedaliere e, ovviamente, lavori edili.
Facciamo un breve salto in Emilia per poi tornare in Campania. E' del 17 gennaio scorso un articolo de La Gazzetta di Modena dedicato alle “imprese” dei casalesi. E si fa riferimento ad una ditta mattonara che fa capo a Pietro Fontana, attraverso cui, secondo gli inquirenti (e le verbalizzazioni di alcuni pentiti) verrebbero riciclati capitali di provenienza illecita. Ma ecco il j'accuse: «le decisioni adottate dalla prima sezione del TAR Campania hanno reso inefficaci quasi tutte le interdittive antimafia emesse dalle prefetture di Caserta e di Napoli, tra cui quella relativa al gruppo Fontana, impegnato tra l'altro, in alcuni importanti lavori per l'aula bunker del carcere di Poggioreale». E ancora: «le ditte beneficiarie delle decisioni del tribunale amministrativo risultano collegate ai casalesi, al clan Moccia e al clan Alfieri-Fabbrocino, attivo nel nolano e nel vesuviano».
A presiedere la prima sezione del TAR Campania siede Antonio Guida. Tra i membri - spesso estensore delle sentenze più' delicate - Michele Buonauro. Il cui fratello, Carlo, e' invece un componente nella terza sezione dello stesso tribunale amministrativo regionale, ubicato nella centralissima piazza Municipio, vis a vis con palazzo San Giacomo.
Una famiglia dai mille interessi, quella dei Buonauro. Il padre delle due toghe, Luigi, e' stato per anni sindaco di Nola, comune sciolto già' due volte per condizionamento camorristico. Luigi Buonauro oggi (marzo 2010 – ndr) e' coordinatore cittadino del PdL e condivide la poltrona insieme a Vincenzo Meo, plenipotenziario gavianeo per una ventennio nel nolano, ex tesoriere dc in Campania, condannato in primo grado dal tribunale di Napoli per associazione col clan Alfieri «e poi assolto - spiegano alcuni avvocati partenopei - perché' gli elementi di contiguità' al clan riscontrati non raggiungevano la soglia di gravita' per l'irrogazione della pena (in quanto parte degli episodi contestati al senatore sono andati prescritti durante i 17 anni di processi - ndr)».
E proprio da Nola e' partito il tour (che nei comunicati ufficiali veniva ribattezzato “tuor”) elettorale che ha portato, a giugno 2009, Luigi Cesaro (accusato dal pentito Gaetano Vassallo, imprenditore nel ramo rifiuti, di legami con i Casalesi – ndr) sulla poltrona di presidente della Provincia di Napoli. Al battesimo del candidato erano presenti, tra gli altri, i sottosegretari all'Economia Nicola Cosentino (indagato per legami con i Casalesi - ndr) e alla Giustizia Giacomo Caliendo (coinvolto nell'inchiesta sulla Loggia P3 e “venerabile” della massoneria, coperta e non, dell'area nolana - ndr), l'ex onorevole e presidente della commissione sul ciclo dei rifiuti Paolo Russo, l'onorevole Maria Elena Stasi (che in qualità' di ex prefetto di Caserta ha dato disco verde all'Aversana Petroli, già' colpita da interdittive antimafia, che fa capo alla famiglia Cosentino).
Una tornata elettorale vincente, quella 2009, con un Buonauro portafortuna nel motore PdL. Sindaco di Nola, infatti, e' stato incoronato il “suo” Geremia Biancardi, professione avvocato. Il quale - viene descritto nel blog del suo predecessore, Felice Napolitano - nell'incontro «presso i locali della multisala Salvo D'Acquisto gremita di persone, con la sua naturale flemma e il suo innato bon ton ha fornito le dovute spiegazioni circa fantomatici incarichi presi dal Comune di Nola, tanto sbandierati dal suo oppositore». Poi, il commento di Buonauro: «la sinistra nolana ha avuto una storia vergognosa».”
Ecco che siamo partiti, nel nostro escursus attraverso gli articoli sparsi per la rete, da Nola e dalla sua amministrazione (Biancardi, Paolo Russo, Cosentino) per ritornare, attraverso inchieste su appalti truccati, sentenze amministrative “creative” e tanta, tanta camorra (casalesi sopra tutti) un'altra volta a Nola e alla sua amministrazione.
Non possiamo, alla fine di questo piccolo compendio della “Commedia Umana” (di Balzachiana memoria) che affermare:
“Questi sono i signori che ci garantiscono la Legalità!”
Antonio Alfieri.
“La mafia al massimo ti può togliere la vita.
Lo Stato ti toglie tutto. La vita, la dignità, la speranza, la voglia di lavorare, di impegnarti.
Le regole della mafia sono chiare: se sei contro di loro ti ammazzano. Se sei con loro ti aiutano.
Le regole dello Stato sono ambigue: se operi nella illegalità ti possono arrestare. Se operi nella legalità e lavori per la giustizia, ti ammazzano, ti suicidano, ti tolgono il lavoro, ti denunciano.”
sabato 2 luglio 2011
Scontri tra polizia e Lavoratori davanti al Tribunale di Nola
NOLA – continua la vertenza tra i lavoratori dell'affidamento di pulizie del Tribunale di Nola e il Comune di Nola/Consorzio G.S.A.
Il giorno venerdì 01 luglio 2011 il Dirigente dell'Ufficio Manutenzione del Tribunale di Nola arch. Giovanni De Sena ha comunicato agli uffici giudiziari l'avvenuto affidamento del servizio al Consorzio G.S.A.
Il sindacato in mattinata ha immediatamente verificato la presenza degli atti amministrativi (determina di affidamento e/o contratto di affidamento) scoprendo con sconcerto che non solo il dirigente De Sena non ha emesso (al 01/07/2011) alcuna determina di affidamento al Consorzio G.S.A. ma che lo stesso Consorzio G.S.A. non è ancora legittimato all'aggiudicazione della gara in quanto non sono ancora terminate le procedure di verifica dei requisiti aziendali, previsti dalla legge.
Nel primo pomeriggio il camion contenente le attrezzature e i materiali aziendali ha tentato di introdursi nel Tribunale di Nola, immediatamente bloccato dai lavoratori che contestavano il diritto dell'impresa all'avvio del servizio.
Per tutto il pomeriggio c'è stata forte tensione tra i lavoratori e gli agenti del Commissariato di PS che tentavano di sgombrare il sit-in e consentire l'ingresso dell'impresa nella reggia Orsini.
“Siamo di fronte all'ennesimo caso di evidente violazione dei più elementari diritti civili – ha commentato al termine della giornata il segretario Un.Si.L. Antonio Alfieri – noi abbiamo bloccato l'ingresso dei mezzi aziendali unicamente perché abbiamo potuto verificare con certezza che il Consorzio G.S.A. ad oggi non è ancora legittimato allo svolgimento del servizio. Difatti, nonostante avessimo semplicemente richiesto al dirigente De Sena, ai responsabili della G.S.A. e ai funzionari di Polizia niente altro che la visione sia dell'atto di affidamento che dell'autorizzazione dell'impresa all'ingresso nella struttura giudiziaria, siamo stati aggrediti e rimossi a forza dal viale di ingresso della Reggia Orsini senza che ci fosse contestato alcun reato.”
Infatti, come riportato anche dal ilnolano.it:
La ditta non ha ancora presentato la documentazione, ma ha avuto comunque l'autorizzazione ad entrare. Dopo l'incontro tra il presidente del Tribunale ed il dirigente del commissariato, la polizia ha sgomberato l'area e fatto entrare il camion. Non sono mancati momenti di tensione tra gli agenti intervenuti ed i lavoratori che svolgevano il sit in. Il camion della Gsa è entrato sotto scorta.
L'azione di sgombro forzato è stata operata dalla Polizia in quanto pare che la presidenza del Tribunale abbia contestato ai lavoratori il reato di l'interruzione di pubblico servizio.
“Se ci prendono con la forza devono contestarci il reato commesso! – questo è ciò che ha gridato ripetutamente Alfieri alle forze di Polizia – non è possibile in uno Stato di diritto che si giustifichi una azione di forza da parte della polizia a carico di lavoratori inermi senza fornire alcuna spiegazione. Non abbiamo alcuna intenzione di accusare i funzionari delle Forze dell'Ordine che hanno solo fatto il loro dovere – continua Alfieri – vogliamo solamente che chi secondo noi illegittimamente ha permesso alla G.S.A. di avviare il servizio in assenza di contratto con l'ente appaltante si assuma le proprie responsabilità di fronte alla legge”
Le ragioni che probabilmente stanno dietro quanto accaduto ieri le spiega il segretario Un.Si.L.: con un giudizio pendente al TAR Campania e promosso dai lavoratori il Comune di Nola non poteva procedere all'affidamento del servizio senza prima aver esperito la seduta relativa alla richiesta di sospensiva. E difatti l'impresa ha avviato il servizio senza che il Comune abbia violato formalmente la norma. L'illegittimo avvio del servizio da parte della G.S.A. è stato praticato attraverso l'intervento della Presidenza del Tribunale (probabilmente male informato dallo stesso dirigente De Sena); subito dopo l'ingresso l'impresa ha tentato di indurre i lavoratori ad accettare immediatamente le proprie condizioni contrattuali minacciando di lasciare i lavoratori stessi senza lavoro, situazione questa che, di fatto, annullerebbe la legittimazione al ricorso.
I lavoratori non hanno comunque accettato le proposte dell'impresa e hanno ribadito che tenteranno comunque di ottenere il riconoscimento dei propri diritti al Tribunale Amministrativo.
Nei prossimi giorni si prevedono nuove azioni di protesta civile da parte dei lavoratori che non intendono assoggettarsi a una condizione che definiscono illegale e repressiva. Gli stessi lavoratori, su consiglio del loro legale, hanno annunciato la presentazione di denunce all'Autorità Giudiziaria (presso altro Tribunale) e la trasmissione di un esposto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
In un documento inviato in serata alla Prefettura di Napoli, il dirigente Un.Si.L. Antonio Alfieri ha ribadito che: nonostante la evidenza rappresentata dalla pesante forza di repressione (esplicata da organismi il cui compito è la tutela di tali diritti) di ogni istanza democratica spregiudicatamente manifestata dall'impresa G.S.A., la scrivente OS, consapevole che tale comportamento ponga la stessa OS in condizione di palese inferiorità di condizioni in sede di contrattazione, continua a perseguire una politica sindacale orientata al rispetto delle regole e dell'ordinamento democratico dello Stato.
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mercoledì 29 giugno 2011
Continua lo Sciopero dei Lavoratori dell'Affidamenti di Pulizie del Tribunale di Nola
Dopo la giornata del 28 giugno 2011 il sindaco di Nola Biancardi e il Dirigente Giovanni De Sena, invece di verificare quanto dichiarato dal dirigente sindacale Antonio Alfieri e procedere alla sospensione della procedura di contrattazione con il Consorzio GSA (come espressamente previsto dal D.Lgs. n° 53 del 20/03/2010), hanno incontrato l'azienda presso la casa comunale senza, tra l'altro, nemmeno convocare i lavoratori che dabbasso al Municipio manifestavano pacificamente, ascoltati solo dai funzionari della P.S. di Nola da cui hanno ricevuto, pur nel rispetto della proprie funzioni, un attestato di solidarietà.
"Un'altra limpida dimostrazione del rispetto delle regole democratiche del nostro sindaco Biancardi che, giungendo nel cortile del Municipio dopo l'incontro con la GSA, ha apostrofato i lavoratori con l'equivalente nolano del ghé pensi mi' di berlusconiana memoria. E il sindaco ci dovrà pensare a lungo dato che, in barba alle istanze inoltrate dal sindacato, non si è nemmeno assunto la responsabilità di replicare per iscritto alle nostre argomentazioni. In ogni caso noi non ci preoccupiamo. Ci sono voluti tre anni di lotta e di denunce per far avviare l'inchiesta a carico dei precedenti responsabili del servizio manutenzione del Tribunale di Nola (inchiesta giunta ai quattro provvedimenti di custodia cautelare del gennaio scorso e poi insabbiata grazie ai poteri occulti ancora molto influenti in Tribunale nonostante la presenza di pochi magistrati coraggiosi) e, se ci dovessimo impiegare altri tre anni, faremo in modo che il sindaco Biancardi e il dirigente De Sena vengano finalmente messi di fronte alle proprie responsabilità.
Ultimo particolare ai limiti del grottesco: nonostante la presenza dei lavoratori in sciopero presso la casa comunale fino alle 19.30, il dirigente De Sena si è intrattenuto fino a sera inoltrata nei propri uffici con i responsabili del Consorzio GSA. Non si conosce i motivi del conclave ma sicuramente si prospetta per i lavoratori un'altra fumata nera (o cortina fumogena per coprire i soliti intrighi)".
lunedì 27 giugno 2011
Scioperano gli operai del Tribunale di Nola, ricordando l'operaio di Bari, suicida per la Legalità

Martedì 28 e Mercoledì 29 tornano a scioperare i lavoratori dell'affidamento di Pulizie del Tribunale di Nola.
I lavoratori hanno presentato un'ultima istanza al sindaco di Nola nella quale chiedono almeno la sospensione dell'affidamento al consorzio G.S.A. in attesa che si definisca il contenzioso, promosso dai lavoratori, relativo alla nullità del procedimento di aggiudicazione.
“Ci appelliamo un'ultima volta al sindaco Biancardi – dichiara il dirigente Un.Si.L. e portavoce del Fronte della Legalità Antonio Alfieri – a cui contestiamo la dichiarazione di non avere alcuna responsabilità nella gestione dell'affidamento. Il sindaco di Nola e il dirigente di settore arch. De Sena hanno invece piena responsabilità in quanto sta accadendo e devono sapere che siamo intenzionati ad andare fino in fondo in questa storia. Chiediamo al sindaco, in una situazione di gravi irregolarità nella gestione, un atto di responsabilità nei confronti dei lavoratori e della città. Non chiediamo altro che la sospensione delle procedure di affidamento per il tempo utile alla definizione della questione in sede giudiziaria.”
I lavoratori, che hanno riassunto le proprie osservazioni circa l'irregolarità della procedura di affidamento alla G.S.A. in un documento di sette pagine che domani (28/06/2011) sarà protocollato al comune nonché trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola Paolo Mancuso, celebreranno lo sciopero manifestando tra piazza G. Bruno (sede del tribunale) e il Municipio di Nola in piazza Duomo.
“La giornata di sciopero del 28 giugno – continua Antonio Alfieri – sarà dedicata alla memoria di Vincenzo, lavoratore della Municipalizzata del Comune di Bari infiltrata dalla criminalità organizzata, che il 26 giugno si è suicidato lanciandosi da un balcone del Municipio. Un lavoratore stabilizzato, senza particolari problemi di lavoro, che, togliendosi la vita, ci ha lasciato un solo messaggio: <<alla Mafia non ci sto!>>. Dietro la tragedia di Vincenzo ci sono migliaia di lavoratori degli appalti pubblici che vivono una serie infinita di abusi e violazioni dei propri diritti civili, senza alcuna tutela né giuridica né sindacale. La nostra attività sindacale è nata cinque anni fa con il preciso scopo di contrastare il fenomeno delle infiltrazioni criminali negli enti locali affinché situazioni come quella di Vincenzo non debbano più verificarsi.”
Una giornata di lotta e di commemorazione, quindi, nella quale i lavoratori tenteranno di sollecitare tutte le forze politiche della città ad avere attenzione su quanto sta accadendo nella gestione dei servizi pubblici locali.
I lavoratori, negli scorsi giorni, hanno anche inviato una lettera all'on. Paolo Russo nella quale chiedevano al presidente della Commissione Agricoltura di intervenire presso l'Amministrazione Comunale e presiedere un tavolo di incontro tra il sindaco e le parti sociali.
Si attende entro la giornata di domani (28/06/2011) la risposta dell'on. Russo, nella quale i lavoratori hanno riposto l'ultima speranza di una pacifica definizione della vertenza.
mercoledì 22 giugno 2011
NOLA. LO SFOGO DEGLI EX LAVORATORI DE "LA PARTENOPE" IN CONSIGLIO COMUNALE
Pubblichiamo due articoli sull'Occupazione del Consiglio Comunale di Nola da parte dei Lavoratori dell'Affidamento del Tribunale di Nola.
fonte: www.ilmediano.it
NOLA. «IL COMUNE È UNA MACELLERIA SOCIALE». ARIA DI CRISI NELLA MAGGIORANZA
Questo l’appellativo, dato dai lavoratori del servizio di affidamento di pulizia del Tribunale di Nola durante l’assise di ieri, all’operato dell’Ente di Piazza Duomo. Seduta sciolta alle 18.55 per mancanza del numero legale.
Una seduta tumultuosa finita tra le polemiche che ha visto protagonisti gli ex lavoratori della ditta “La Partenope”, il quale contratto di lavoro è scaduto il 30 Luglio del 2010. Gli operatori hanno assediato l’aula consiliare di palazzo di città (foto) imbracciando un comunicato in cui denunciavano le modalità “anomale” della gara d’appalto triennale del nuovo affidamento del servizio, vinta dalla Consorzio G.S.A con sede in Roma grazie ad un ribasso del 58%.
La seduta di consiglio si è aperta tra le proteste dei lavoratori che hanno chiesto maggiore attenzione dell’amministrazione comunale ad una situazione in bilico che rischia di lasciare senza lavoro trenta famiglie. L’assise era stata fissata per le 17.30 ma, il primo appello per constatare la presenza del numero legale per aprire la seduta, è iniziato alle 18.25, proprio per il protrarsi delle lamentele dei lavoratori e di una maggioranza “scarna”. A questa prima chiamata, infatti, hanno risposto solo 15 consiglieri (16 assenti tra i quali il Primo Cittadino arrivato pochi minuti dopo), troppo pochi, per raggiungere il numero legale. Secondo il regolamento dell’Ente di Piazza Duomo, il secondo appello doveva essere effettuato dopo 30 minuti dalla prima chiamata, esattamente alle 18.55.
L’opposizione ha levato la propria disapprovazione a tale decisione ritenendo che, dato il ritardo sulla tabella di marcia, la seconda chiamata doveva avvenire attendendo solo altri 5minuti. “Se non ci sono i numeri chi di dovere si assuma le proprie responsabilità – ha asserito il Consigliere d’opposizione Franco Ambrosio – Se avete problemi interni alla maggioranza ditelo, noi siamo qui, vi aiutiamo ma dovete risponderci in primis per una ragione di etica”. Stesso tono del Consigliere Giannini che nel prendere la parola ha sottolineato: “Avete minacciato l’uso della forza pubblica contro i cittadini adesso volete farlo anche con noi?”All’arrivo del Sindaco Biancardi le polemiche dei lavoratori non si sono placate anzi, è iniziata una vera e propria bagarre tra questi ultimi e il Primo Cittadino della città bruniana.
“Il Sindaco deve garantire il lavoro – ha urlato un lavoratore tra la folla – Questo Comune è una macelleria sociale, la classe politica deve saltare!”. Nemmeno la proposta del Presidente del Consiglio Pizzella di convocare, in itinere, una conferenza dei capigruppo con una delegazione degli ex operatori della ditta Partenope, è bastata anzi l’idea è stata subito scartata dai lavoratori. “Siamo andati tante volte dal Sindaco – ha urlato una lavoratrice precaria – Tutto questo dallo scorso Febbraio ma non ha mai voluto riceverci. L’ultimo rifiuto è avvenuto qualche giorno fa quando, alla richiesta della documentazione, abbiamo visto sbatterci la porta in faccia!”.
Il Consigliere Ambrosio ha continuato a chiedere le ragioni della mancanza di alcuni consiglieri della maggioranza alla seduta e a chiedere di far luce riguardo la gara d’appalto di pulizia e facchinaggio presso il Tribunale di Nola: “Noi dell’opposizione, stranamente, siamo tutti qui cosa che non può dirsi per i consiglieri di maggioranza – ha sottolineato il Capogruppo della lista civica – Tale comunicato dei lavoratori è indirizzato al Sindaco che ha il dovere di rispondere ad una situazione anomala. Il problema è serio, una gara d’appalto aggiudicata con il 60% di ribasso appare un fatto strano. Invitiamo il Sindaco a leggerla bene visto che è un avvocato!”.
Pronta la risposta di Biancardi che ha sottolineato l’estraneità del Comune sia al procedimento di assegnazione che di gestione delle mansioni relative al servizio di pulizia e facchinaggio presso il foro di Nola: “ Le gare d’appalto non le fa il Comune. Tale gara è stata fatta altrove ad opera della Stazione Unica Appaltante. Invito i lavoratori a rivolgersi alla Procura della Repubblica se ci sono estremi di reato. Domani la leggerò con calma e vedremo – ha continuato Biancardi – Tecnicamente anche un ribasso del genere può essere fatto. Non solo Nola si trova in queste condizioni, questi appalti erano gonfiati prima”.
Durante la risposta del Sindaco di Nola non sono mancate le proteste dei lavoratori e dell’OS: “I lavoratori, nel corso degli ultimi mesi, hanno avviato una vertenza sindacale volta all’accertamento sia delle condizioni dell’affidamento, soggetto a pesanti condizionamenti accertati anche dall’Autorità Giudiziaria, senza che mai l’Ente Comune di Nola abbia mai avviato alcuna azione amministrativa volta ad affrontare le condizioni d’illegalità nella gestione – precisa il Sindacato – Il Comune ha negato ripetutamente l’accesso agli atti relativi alle procedure di espletamento della gara d’appalto. Inoltre l’aggiudicazione della gara stessa non è stata pubblicata ne sull’Albo Pretorio Comunale né presso il SITAR Campania”.
Biancardi ha promesso di occuparsi già nelle prossime 24ore della vicenda dando appuntamento ai lavoratori a domani mattina invitandoli a denunciare eventuali irregolarità del Dirigente Comunale”. Il Consigliere Conventi ha poi chiesto la parola per leggere una mozione urgente relativa alla ri-pubblicizzazione del servizio idrico, oggetto dell’ultimo referendum, di mettere ai voti del Consiglio alcuni principi in cui si impegnava il Sindaco e la Giunta.
La votazione non è avvenuta ed è stata così motivata dal Presidente Pizzella: “ La proposta del Consigliere Conventi non può essere messa ai voti senza che prima passi per la conferenza dei capigruppo che sulla questione sarà convocata a breve. Dopo questo passaggio sarà convocato un consiglio comunale straordinario e tale mozione sarà tramutata in ordine del giorno”.La trattazione del primo punto è stata interrotta dall’abbandono della Consigliera di maggioranza, Carmela Scala, che ha così motivato l’abbandono dall’aula che ha determinato la mancanza del numero legale e lo scioglimento della seduta:
“Ho mantenuto il numero legale per far parlare i lavoratori ma non sono la stampella di nessuno! Tra di voi è un litigio continuo”. Ha terminato mentre abbandonava l’aula rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza.
Durante l’ultima assise nolana i lavoratori in protesta hanno assediato la sala dell’Ente di Piazza Duomo. «Sindaco ci campi lei con 8 euro al giorno» si sfoga urlando uno di essi.
Una accesa bagarre si è consumata, nell’ultima assise nolana, tra gli ex dipendenti della ditta “La Partenope” e l’amministratore della città bruniana, Geremia Biancardi. Urla di protesta, non di rassegnazione, sono riecheggiate nell’aula consiliare dai tanti lavoratori della ditta, il quale contratto di affidamento triennale del servizio di pulizia e facchinaggio, presso il Tribunale di Nola, risulta scaduto dal 30 Luglio del 2010.
Una “boccata d’ossigeno” era giunta grazie ad una proroga (espressamente non consentita dal contratto di affidamento, quindi illegittima, come spiega il comunicato diffuso dal OS che segue i lavoratori) del servizio sino al 28 Febbraio di quest’anno. Scaduta la proroga i lavoratori, che attualmente ricevono uno stipendio oltre che dimezzato, sono stati assorbiti dalla ditta “Samir Global Service” che con procedura di negoziazione con il Comune di Nola, ha avuto l’affidamento temporaneo (fino al 30 Giugno 2011) del servizio presso il foro nolano.
L’affidamento temporaneo alla “Samir Global service” è giunto in relazione all’impossibilità della ditta “La Partenope” di ricevere una nuova proroga poiché, il titolare della stessa, era soggetto ad un provvedimento di custodia cautelare nell’ambito di una inchiesta giudiziaria relativa a presenti reati proprio nella gestione degli affidamenti di manutenzione del Tribunale di Nola. Lo scorso 15 giugno i lavoratori hanno visto recapitarsi una lettera di licenziamento individuale per decorrenza della concessione temporanea con scadenza di quindici giorni (data finale della proroga concessa al gruppo Samir).
Ad aggiudicarsi l’affidamento è risultato il Consorzio G.S.A, dopo la gara realizzata dalla Stazione Unica Appaltante del Comune di Nola, presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche, nel Dicembre del 2010. Tale consorzio, con sede in Roma, si è aggiudicato l’affidamento triennale grazie ad un ribasso del 58% rispetto l’importo base d’asta. Ma cosa contestano i lavoratori e il Sindacato all’Ente di Piazza Duomo?
A spiegarlo il Sindacalista Antonio Alfieri: “Ancora un caso di omissioni e di mancate verifiche delle procedure amministrative da parte dell'Amministrazione Comunale di Nola - precisa Antonio Alfieri - che continua a mostrare particolare disinteresse sia verso la regolarità della gestione amministrativa del Comune di Nola che dei cittadini e lavoratori che, sistematicamente, subiscono gli effetti deleteri di una mala gestione che ha ormai raggiunto livelli endemici e non può più essere ascritta a semplici sviste da parte di singoli dirigenti o funzionari. Ciò che chiediamo al Sindaco Biancardi è di verificare l'operato dei dirigenti comunali e di procedere, qualora si accertassero eventuali comportamenti irregolari, le sanzioni disciplinari previste dalla legge Brunetta che il Comune di Nola tanto si è pregiato di sperimentare dall'inizio dell'anno”.
“Un sindaco che dichiara ripetutamente, e in sede istituzionale, di non avere responsabilità nei confronti dei propri dirigenti - conclude il sindacalista - viene meno al suo principale ruolo istituzionale e viola gli obblighi normativi del proprio mandato”. Insomma il Sindacato contesta una condizione di stallo da parte dell’Amministrazione nolana che, in relazione alla vicenda, non ha mai avviato alcuna azione amministrativa volta ad affrontare le condizioni d’illegalità nella gestione. “Il Comune ha negato ripetutamente l’accesso agli atti relativi alle procedure di espletamento della gara d’appalto – ha continuato il sindacalista - . Inoltre l’aggiudicazione della gara stessa non è stata pubblicata ne sull’Albo Pretorio Comunale né presso il SITAR Campania”.
Frasi dure sono volate nei confronti del Primo Cittadino nolano dalla platea di lavoratori giunti allo stremo, stanchi di non avere certezze lavorative per il futuro: “Questa è una macelleria sociale – ha urlato un lavoratore quasi in lacrime – Troppe volte ci hanno risposto domani per la risoluzione della nostra condizione, ma nulla è stato fatto. Le nostre famiglie nel frattempo dove le mandiamo? Sindaco per cinque giorni ci campi lei con 8 euro al giorno e poi vediamo. Mi mancano 37settimane alla pensione che non vedrò mai, oltre a non mangiare. Lei non è un politico – ha continuato l’uomo con la voce spezzata – è un amministratore! Ci lasci stare o mi farò del male qui e poi lei si assumerà le responsabilità del mio gesto”.
Molti i lavoratori in crisi che cercavano di spiegare una condizione lavorativa tutt’altro che dignitosa: “Per 700 euro al mese puliamo i gabinetti, vergognatevi. Sono 10anni che ci offendete, è una vergogna. Abbiamo dovuto pagare tre avvocati, di tasca nostra, per difenderci! Il Comune non ha fatto nulla, ci avete costretto a renderci ridicoli”. Gli impiegati hanno avvisato, se la situazione non troverà uno spiraglio, che si incateneranno ai cancelli del Comune e di occuparne i balconi durante l’imminente edizione 2011 della Festa dei Gigli, minacciandone il regolare svolgimento. Biancardi ha promesso, all’indomani dello stesso consiglio, di mobilitarsi affinché venga chiarita la vicenda a tutela dei lavoratori in protesta:
“I lavoratori hanno pienamente ragione – ha detto Biancardi – Domani chiamerò io stesso il Dirigente che, se credete abbia sbagliato, denunciatelo” Ribadendo l’estraneità dell’Ente di Piazza Duomo poiché la gara è stata svolta al di fuori della Casa Comunale.
Autore: Valeria Cuomo
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