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venerdì 2 dicembre 2011
mercoledì 29 giugno 2011
Continua lo Sciopero dei Lavoratori dell'Affidamenti di Pulizie del Tribunale di Nola
Dopo la giornata del 28 giugno 2011 il sindaco di Nola Biancardi e il Dirigente Giovanni De Sena, invece di verificare quanto dichiarato dal dirigente sindacale Antonio Alfieri e procedere alla sospensione della procedura di contrattazione con il Consorzio GSA (come espressamente previsto dal D.Lgs. n° 53 del 20/03/2010), hanno incontrato l'azienda presso la casa comunale senza, tra l'altro, nemmeno convocare i lavoratori che dabbasso al Municipio manifestavano pacificamente, ascoltati solo dai funzionari della P.S. di Nola da cui hanno ricevuto, pur nel rispetto della proprie funzioni, un attestato di solidarietà.
"Un'altra limpida dimostrazione del rispetto delle regole democratiche del nostro sindaco Biancardi che, giungendo nel cortile del Municipio dopo l'incontro con la GSA, ha apostrofato i lavoratori con l'equivalente nolano del ghé pensi mi' di berlusconiana memoria. E il sindaco ci dovrà pensare a lungo dato che, in barba alle istanze inoltrate dal sindacato, non si è nemmeno assunto la responsabilità di replicare per iscritto alle nostre argomentazioni. In ogni caso noi non ci preoccupiamo. Ci sono voluti tre anni di lotta e di denunce per far avviare l'inchiesta a carico dei precedenti responsabili del servizio manutenzione del Tribunale di Nola (inchiesta giunta ai quattro provvedimenti di custodia cautelare del gennaio scorso e poi insabbiata grazie ai poteri occulti ancora molto influenti in Tribunale nonostante la presenza di pochi magistrati coraggiosi) e, se ci dovessimo impiegare altri tre anni, faremo in modo che il sindaco Biancardi e il dirigente De Sena vengano finalmente messi di fronte alle proprie responsabilità.
Ultimo particolare ai limiti del grottesco: nonostante la presenza dei lavoratori in sciopero presso la casa comunale fino alle 19.30, il dirigente De Sena si è intrattenuto fino a sera inoltrata nei propri uffici con i responsabili del Consorzio GSA. Non si conosce i motivi del conclave ma sicuramente si prospetta per i lavoratori un'altra fumata nera (o cortina fumogena per coprire i soliti intrighi)".
domenica 26 giugno 2011
Bari, operaio suicida: in un biglietto ha scritto ‘Alla mafia non ci sto’
tratto dal sito: www.newnotizie.it

E' stato proprio su quest'ultimo che il sindaco del capoluogo pugliese Michele Emiliano ha annunciato il tragico evento. Nelle ultime ore, oltre a centinaia di commenti di chi ha voluto dire la propria sull'episodio, sottolineando come la disperazione oggi, con le attuali condizioni lavorative ed economiche, sia dietro l'angolo per molti; sono stati pubblicati altri interventi da parte del primo cittadino barese.
A quanto pare, Vincenzo - questo era il nome della vittima - non era un precario e dietro al suo tragico gesto ci sarebbe stata l'insofferenza verso un ambiente di lavoro inquinato da infiltrazioni di stampo mafioso. A dichiararlo sarebbe stato in un ultimo messaggio lo stesso operaio, come reso noto dal sindaco: "L'operaio che si è tolto la vita oggi non era un precario, ma un assunto a tempo indeterminato. Ha lasciato un biglietto di poche parole 'alla mafia non ci sto'."
Lo stesso Emiliano si è poi detto "preoccupato per le infiltrazioni mafiose nella Multiservizi al punto che un anno fa ho nominato un Prefetto antimafia amministratore unico. Chi è a conoscenza di fatti utili alle indagini si presenti alle forze dell'ordine e dica quel che sa".
No alle interviste - Il primo cittadino di Bari ha comunicato la decisione di non parlare ai microfoni perché quella di oggi deve rimanere una giornata di lutto. La scelta di comunicare soltanto tramite Facebook ha diviso coloro che seguono la pagina di Emiliano. Se Sofia dichiara di condividere "la scelta di parlare pubblicamente solo attraverso Facebook e non attraverso i microfoni e le telecamere" perché così "il messaggio di legalità è arrivato comunque molto forte", c'è anche chi si attende una presa di posizione molto forte da parte del sindaco: "E' un giorno di lutto per tutti sig. Sindaco - scrive Laura - ma l'opinione pubblica deve sapere, il Paese deve sapere. In qualità di primo cittadino ha il dovere di esprimere un'opinione a riguardo e dichiarare pubblicamete che s'impegnerà a fare luce sull'accaduto".
Simone Olivelli
mercoledì 22 giugno 2011
NOLA. LO SFOGO DEGLI EX LAVORATORI DE "LA PARTENOPE" IN CONSIGLIO COMUNALE
Pubblichiamo due articoli sull'Occupazione del Consiglio Comunale di Nola da parte dei Lavoratori dell'Affidamento del Tribunale di Nola.
fonte: www.ilmediano.it
NOLA. «IL COMUNE È UNA MACELLERIA SOCIALE». ARIA DI CRISI NELLA MAGGIORANZA
Questo l’appellativo, dato dai lavoratori del servizio di affidamento di pulizia del Tribunale di Nola durante l’assise di ieri, all’operato dell’Ente di Piazza Duomo. Seduta sciolta alle 18.55 per mancanza del numero legale.
Una seduta tumultuosa finita tra le polemiche che ha visto protagonisti gli ex lavoratori della ditta “La Partenope”, il quale contratto di lavoro è scaduto il 30 Luglio del 2010. Gli operatori hanno assediato l’aula consiliare di palazzo di città (foto) imbracciando un comunicato in cui denunciavano le modalità “anomale” della gara d’appalto triennale del nuovo affidamento del servizio, vinta dalla Consorzio G.S.A con sede in Roma grazie ad un ribasso del 58%.
La seduta di consiglio si è aperta tra le proteste dei lavoratori che hanno chiesto maggiore attenzione dell’amministrazione comunale ad una situazione in bilico che rischia di lasciare senza lavoro trenta famiglie. L’assise era stata fissata per le 17.30 ma, il primo appello per constatare la presenza del numero legale per aprire la seduta, è iniziato alle 18.25, proprio per il protrarsi delle lamentele dei lavoratori e di una maggioranza “scarna”. A questa prima chiamata, infatti, hanno risposto solo 15 consiglieri (16 assenti tra i quali il Primo Cittadino arrivato pochi minuti dopo), troppo pochi, per raggiungere il numero legale. Secondo il regolamento dell’Ente di Piazza Duomo, il secondo appello doveva essere effettuato dopo 30 minuti dalla prima chiamata, esattamente alle 18.55.
L’opposizione ha levato la propria disapprovazione a tale decisione ritenendo che, dato il ritardo sulla tabella di marcia, la seconda chiamata doveva avvenire attendendo solo altri 5minuti. “Se non ci sono i numeri chi di dovere si assuma le proprie responsabilità – ha asserito il Consigliere d’opposizione Franco Ambrosio – Se avete problemi interni alla maggioranza ditelo, noi siamo qui, vi aiutiamo ma dovete risponderci in primis per una ragione di etica”. Stesso tono del Consigliere Giannini che nel prendere la parola ha sottolineato: “Avete minacciato l’uso della forza pubblica contro i cittadini adesso volete farlo anche con noi?”All’arrivo del Sindaco Biancardi le polemiche dei lavoratori non si sono placate anzi, è iniziata una vera e propria bagarre tra questi ultimi e il Primo Cittadino della città bruniana.
“Il Sindaco deve garantire il lavoro – ha urlato un lavoratore tra la folla – Questo Comune è una macelleria sociale, la classe politica deve saltare!”. Nemmeno la proposta del Presidente del Consiglio Pizzella di convocare, in itinere, una conferenza dei capigruppo con una delegazione degli ex operatori della ditta Partenope, è bastata anzi l’idea è stata subito scartata dai lavoratori. “Siamo andati tante volte dal Sindaco – ha urlato una lavoratrice precaria – Tutto questo dallo scorso Febbraio ma non ha mai voluto riceverci. L’ultimo rifiuto è avvenuto qualche giorno fa quando, alla richiesta della documentazione, abbiamo visto sbatterci la porta in faccia!”.
Il Consigliere Ambrosio ha continuato a chiedere le ragioni della mancanza di alcuni consiglieri della maggioranza alla seduta e a chiedere di far luce riguardo la gara d’appalto di pulizia e facchinaggio presso il Tribunale di Nola: “Noi dell’opposizione, stranamente, siamo tutti qui cosa che non può dirsi per i consiglieri di maggioranza – ha sottolineato il Capogruppo della lista civica – Tale comunicato dei lavoratori è indirizzato al Sindaco che ha il dovere di rispondere ad una situazione anomala. Il problema è serio, una gara d’appalto aggiudicata con il 60% di ribasso appare un fatto strano. Invitiamo il Sindaco a leggerla bene visto che è un avvocato!”.
Pronta la risposta di Biancardi che ha sottolineato l’estraneità del Comune sia al procedimento di assegnazione che di gestione delle mansioni relative al servizio di pulizia e facchinaggio presso il foro di Nola: “ Le gare d’appalto non le fa il Comune. Tale gara è stata fatta altrove ad opera della Stazione Unica Appaltante. Invito i lavoratori a rivolgersi alla Procura della Repubblica se ci sono estremi di reato. Domani la leggerò con calma e vedremo – ha continuato Biancardi – Tecnicamente anche un ribasso del genere può essere fatto. Non solo Nola si trova in queste condizioni, questi appalti erano gonfiati prima”.
Durante la risposta del Sindaco di Nola non sono mancate le proteste dei lavoratori e dell’OS: “I lavoratori, nel corso degli ultimi mesi, hanno avviato una vertenza sindacale volta all’accertamento sia delle condizioni dell’affidamento, soggetto a pesanti condizionamenti accertati anche dall’Autorità Giudiziaria, senza che mai l’Ente Comune di Nola abbia mai avviato alcuna azione amministrativa volta ad affrontare le condizioni d’illegalità nella gestione – precisa il Sindacato – Il Comune ha negato ripetutamente l’accesso agli atti relativi alle procedure di espletamento della gara d’appalto. Inoltre l’aggiudicazione della gara stessa non è stata pubblicata ne sull’Albo Pretorio Comunale né presso il SITAR Campania”.
Biancardi ha promesso di occuparsi già nelle prossime 24ore della vicenda dando appuntamento ai lavoratori a domani mattina invitandoli a denunciare eventuali irregolarità del Dirigente Comunale”. Il Consigliere Conventi ha poi chiesto la parola per leggere una mozione urgente relativa alla ri-pubblicizzazione del servizio idrico, oggetto dell’ultimo referendum, di mettere ai voti del Consiglio alcuni principi in cui si impegnava il Sindaco e la Giunta.
La votazione non è avvenuta ed è stata così motivata dal Presidente Pizzella: “ La proposta del Consigliere Conventi non può essere messa ai voti senza che prima passi per la conferenza dei capigruppo che sulla questione sarà convocata a breve. Dopo questo passaggio sarà convocato un consiglio comunale straordinario e tale mozione sarà tramutata in ordine del giorno”.La trattazione del primo punto è stata interrotta dall’abbandono della Consigliera di maggioranza, Carmela Scala, che ha così motivato l’abbandono dall’aula che ha determinato la mancanza del numero legale e lo scioglimento della seduta:
“Ho mantenuto il numero legale per far parlare i lavoratori ma non sono la stampella di nessuno! Tra di voi è un litigio continuo”. Ha terminato mentre abbandonava l’aula rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza.
Durante l’ultima assise nolana i lavoratori in protesta hanno assediato la sala dell’Ente di Piazza Duomo. «Sindaco ci campi lei con 8 euro al giorno» si sfoga urlando uno di essi.
Una accesa bagarre si è consumata, nell’ultima assise nolana, tra gli ex dipendenti della ditta “La Partenope” e l’amministratore della città bruniana, Geremia Biancardi. Urla di protesta, non di rassegnazione, sono riecheggiate nell’aula consiliare dai tanti lavoratori della ditta, il quale contratto di affidamento triennale del servizio di pulizia e facchinaggio, presso il Tribunale di Nola, risulta scaduto dal 30 Luglio del 2010.
Una “boccata d’ossigeno” era giunta grazie ad una proroga (espressamente non consentita dal contratto di affidamento, quindi illegittima, come spiega il comunicato diffuso dal OS che segue i lavoratori) del servizio sino al 28 Febbraio di quest’anno. Scaduta la proroga i lavoratori, che attualmente ricevono uno stipendio oltre che dimezzato, sono stati assorbiti dalla ditta “Samir Global Service” che con procedura di negoziazione con il Comune di Nola, ha avuto l’affidamento temporaneo (fino al 30 Giugno 2011) del servizio presso il foro nolano.
L’affidamento temporaneo alla “Samir Global service” è giunto in relazione all’impossibilità della ditta “La Partenope” di ricevere una nuova proroga poiché, il titolare della stessa, era soggetto ad un provvedimento di custodia cautelare nell’ambito di una inchiesta giudiziaria relativa a presenti reati proprio nella gestione degli affidamenti di manutenzione del Tribunale di Nola. Lo scorso 15 giugno i lavoratori hanno visto recapitarsi una lettera di licenziamento individuale per decorrenza della concessione temporanea con scadenza di quindici giorni (data finale della proroga concessa al gruppo Samir).
Ad aggiudicarsi l’affidamento è risultato il Consorzio G.S.A, dopo la gara realizzata dalla Stazione Unica Appaltante del Comune di Nola, presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche, nel Dicembre del 2010. Tale consorzio, con sede in Roma, si è aggiudicato l’affidamento triennale grazie ad un ribasso del 58% rispetto l’importo base d’asta. Ma cosa contestano i lavoratori e il Sindacato all’Ente di Piazza Duomo?
A spiegarlo il Sindacalista Antonio Alfieri: “Ancora un caso di omissioni e di mancate verifiche delle procedure amministrative da parte dell'Amministrazione Comunale di Nola - precisa Antonio Alfieri - che continua a mostrare particolare disinteresse sia verso la regolarità della gestione amministrativa del Comune di Nola che dei cittadini e lavoratori che, sistematicamente, subiscono gli effetti deleteri di una mala gestione che ha ormai raggiunto livelli endemici e non può più essere ascritta a semplici sviste da parte di singoli dirigenti o funzionari. Ciò che chiediamo al Sindaco Biancardi è di verificare l'operato dei dirigenti comunali e di procedere, qualora si accertassero eventuali comportamenti irregolari, le sanzioni disciplinari previste dalla legge Brunetta che il Comune di Nola tanto si è pregiato di sperimentare dall'inizio dell'anno”.
“Un sindaco che dichiara ripetutamente, e in sede istituzionale, di non avere responsabilità nei confronti dei propri dirigenti - conclude il sindacalista - viene meno al suo principale ruolo istituzionale e viola gli obblighi normativi del proprio mandato”. Insomma il Sindacato contesta una condizione di stallo da parte dell’Amministrazione nolana che, in relazione alla vicenda, non ha mai avviato alcuna azione amministrativa volta ad affrontare le condizioni d’illegalità nella gestione. “Il Comune ha negato ripetutamente l’accesso agli atti relativi alle procedure di espletamento della gara d’appalto – ha continuato il sindacalista - . Inoltre l’aggiudicazione della gara stessa non è stata pubblicata ne sull’Albo Pretorio Comunale né presso il SITAR Campania”.
Frasi dure sono volate nei confronti del Primo Cittadino nolano dalla platea di lavoratori giunti allo stremo, stanchi di non avere certezze lavorative per il futuro: “Questa è una macelleria sociale – ha urlato un lavoratore quasi in lacrime – Troppe volte ci hanno risposto domani per la risoluzione della nostra condizione, ma nulla è stato fatto. Le nostre famiglie nel frattempo dove le mandiamo? Sindaco per cinque giorni ci campi lei con 8 euro al giorno e poi vediamo. Mi mancano 37settimane alla pensione che non vedrò mai, oltre a non mangiare. Lei non è un politico – ha continuato l’uomo con la voce spezzata – è un amministratore! Ci lasci stare o mi farò del male qui e poi lei si assumerà le responsabilità del mio gesto”.
Molti i lavoratori in crisi che cercavano di spiegare una condizione lavorativa tutt’altro che dignitosa: “Per 700 euro al mese puliamo i gabinetti, vergognatevi. Sono 10anni che ci offendete, è una vergogna. Abbiamo dovuto pagare tre avvocati, di tasca nostra, per difenderci! Il Comune non ha fatto nulla, ci avete costretto a renderci ridicoli”. Gli impiegati hanno avvisato, se la situazione non troverà uno spiraglio, che si incateneranno ai cancelli del Comune e di occuparne i balconi durante l’imminente edizione 2011 della Festa dei Gigli, minacciandone il regolare svolgimento. Biancardi ha promesso, all’indomani dello stesso consiglio, di mobilitarsi affinché venga chiarita la vicenda a tutela dei lavoratori in protesta:
“I lavoratori hanno pienamente ragione – ha detto Biancardi – Domani chiamerò io stesso il Dirigente che, se credete abbia sbagliato, denunciatelo” Ribadendo l’estraneità dell’Ente di Piazza Duomo poiché la gara è stata svolta al di fuori della Casa Comunale.
Autore: Valeria Cuomo
martedì 17 maggio 2011
I LAVORATORI DELL'AFFIDAMENTO DI PULIZIE DEL TRIBUNALE DI NOLA CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL SINDACO DI NOLA
I lavoratori del servizio di pulizia del Tribunale di Nola hanno pacificamente invaso il consiglio comunale di Nola (naturalmente ignorati dall'amministrazione e dai consiglieri di maggioranza e opposizione) per ribadire il proprio disagio rispetto alla serie di atti illegittimi compiuti dalla stessa amministrazione comunale nella gestione dell'affidamento.
“Il comunicato è stato comunque distribuito alla giunta e a tutti i consiglieri comunali con l'obiettivo di informare sulle condizioni di gestione amministrativa dell'affidamento nonché tentare di provocare una qualunque reazione in senso democratico in un consesso (il consiglio comunale) che dal proprio insediamento sembra ignorare qualsivoglia rivendicazione dei lavoratori degli affidamenti dello stesso Comune Nola, aggravando di fatto la condizione di illegalità diffusa con un comportamento palesemente omertoso.
Inutile dire che, anche in questo caso, la reazione dell'intero consesso consiliare è stata orientata alla totale ignoranza delle rivendicazioni democratiche dei lavoratori.
A fronte di tale ignominiosa situazione i lavoratori, nei prossimi giorni, programmeranno altre giornate di sciopero e si rivolgeranno sia al Prefetto di Napoli che al Ministero dell'Interno per tentare di richiamare l'amministrazione comunale di Nola al rispetto delle Leggi e della Costituzione Democratica.
Tali azioni si affiancano ai numerosissimi esposti già presentati alla Procura della Repubblica di Nola e da una istanza alla AVCP (Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture), stilata nei giorni scorsi, che sarà inoltrata il prossimo 19/05/2011.
Come abbiamo più volte ribadito nei comunicati ufficiali nel corso degli ultimi anni, in ottemperanza ai principi democratici, non possiamo fare altro che rivolgerci agli organi dello Stato per vedere riconosciuti i nostri diritti e ottenere giustizia in una condizione, quale è l'Ente Comune di Nola, pesantemente condizionata da diffusa e radicata illegalità.”
Antonio Alfieri
segue il comunicato del Fronte della Legalità...
In data 26 febbraio 2011 la Stazione Unica Appaltante (in seguito indicata STU) del Comune di Nola presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche di Campania/Molise termina l'espletamento delle procedure di valutazione delle offerte per l'affidamento triennale del servizio di pulizia del Tribunale di Nola (in seguito indicato affidamento);
in data 31/03/2011, alla luce di una serie di violazioni normative compiute dall'amministrazione comunale di Nola a carico degli scriventi in relazione alla gestione temporanea del servizio di pulizia del Tribunale di Nola da parte della ditta GRUPPO SAMIR GLOBAL SERVICE ed in assenza di alcuna comunicazione relativa all'esito delle procedure di espletamento della gara triennale, gli scriventi provvedevano a presentare richiesta di accesso agli atti amministrativi (n° prot. Gen. 6358/2011 del 01/04/2011) avente ad oggetto le procedure di affidamento della gara triennale;
in data 16/04/2011 gli scriventi reperivano il decreto di aggiudicazione emesso dalla STU nella quale si evinceva che l'aggiudicazione era avvenuta a seguito di offerta economica in ribasso sulla base d'asta pari al 58% (offerta palesemente anomala ai sensi );
in data 27/04/2011, a seguito dell'assoluta indifferenza manifestata dall'amministrazione comunale, gli scriventi presentavano sollecito alla richiesta di accesso agli atti (n° prot. Gen. 8140 del 27/04/2011) alla quale sono seguiti due giorni di sciopero in data 03 e 04 maggio 2011;
a tutt'oggi l'amministrazione comunale di Nola non ha ancora provveduto a trasmettere agli scriventi la documentazione relativa alle procedure di espletamento della gara triennale impedendo di fatto agli stessi lavoratori di espletare il proprio diritto costituzionale di rivolgersi all'autorità giudiziaria competente onde impugnare un provvedimento amministrativo che si considera lesivo dei propri interessi;
sollecitato più volte dagli scriventi il dirigente di settore Giovanni De Sena ha prima “invitato” alcuni di essi ad abbandonare il sindacato e successivamente ha comunicato che la documentazione non sarebbe stata fornita in quanto bisogna “accettare le disposizioni dell'ente”;
nonostante diverse notifiche e formali comunicazioni all'Ente Comune di Nola, l'Amministrazione Comunale di Nola ha omesso ripetutamente di verificare le condizioni di affidamento del servizio di Pulizia del Tribunale di Nola;
parimenti l'amministrazione ha omesso di trasmettere alla scrivente la documentazione relativa alla gestione del servizio presso l'Ente Comune di Nola nonostante diverse richieste di accesso agli atti presentate dagli scriventi; per le stesse richieste di accesso agli atti, l'Ente Comune di Nola sta altresì impedendo l'eventuale ricorso nelle sedi giudiziarie previste in quanto non ha mai ottemperato a quanto disposto dall'art. 9 del D.P.R. 184/2006 (VIOLAZIONE OBBLIGO TRASPARENZA ATTI);
i lavoratori e la scrivente OS è stata ostacolata nella propria attività di rivendicazione dei diritti civili e sindacali rispetto alla propria condizione di addetti al pubblico affidamento;
L'amministrazione comunale di Nola non consente nemmeno l'eserciziodei diritti democratici dei propri amministrati e viola l'articolo 3 della costituzione trasformando l'ente comune di Nola in strumento di disuguaglianza e di violazione dei diritti civili!
L'amministrazione comunale di Nola, non garantendo la trasparenza del procedimento di espletamento della gara d'appalto triennale del servizio di Pulizie del Tribunale di Nola, nega anche ai lavoratori l'esercizio dell'art. 24 della Costituzione (diritto al ricorso giudiziario per la tutela dei propri diritti)!
In una simile condizione non possiamo che chiedere al sindaco e al consiglio comunale – se proprio non riescono a garantire un minimo di rispetto dei diritti civili e costituzionali ai propri amministrati –
DI DIMETTERSI E SCIOGLIERE
IL CONSIGLIO COMUNALE!
sabato 14 maggio 2011
COMUNICATO STAMPA: REPLICA DICHIARAZIONI GIUNTA COMUNALE SU UFFICIO INFORMAGIOVANI NOLA
A seguito del Comunicato emesso dall'amministrazione comunale di Nola il 13 maggio, nel quale viene dichiarata la non veridicità delle affermazioni del nostro Comitato, intendiamo chiarire definitivamente la questione e chiediamo agli organi di stampa la diffusione del presente in ottemperanza al sacrosanto diritto di replica (che è stato appunto accordato all'amministrazione senza alcuna prova documentale delle affermazioni rese).
Si intende chiarire che la situazione venuta a crearsi presso l'Ufficio Informagiovani del Comune di Nola è stata generata da mancata ottemperanza degli obblighi di informazione e concertazione nell'ambito della organizzazione degli Uffici e dei Servizi presso l'Ente Comune di Nola.
La vicenda può essere così riassunta:
La vicenda può essere così riassunta:
- In data 11/05/2011 l’Ufficio Personale ha notificato a tre lavoratrici (le tre impiegate presso l'Ufficio Informagiovani) un ordine di servizio in cui si notifica l'avvenuto trasferimento ad altro ufficio con decorrenza immediata (cioè dal giorno successivo!);
- nell'ordine di servizio succitato veniva indicata in riferimento la Delibera di G.M. N° 179/2011 nella quale si dispone il trasferimento di sei lavoratori;
- le procedure di mobilità interna del personale, all'atto della loro previsione e pianificazione, devono necessariamente essere notificate (in sede di previsione) ai soggetti di cui all'art. 10 CCNL 1/4/1999 (rappresentanze sindacali unitarie e Organizzazioni Sindacali);
- al momento l'amministrazione comunale di Nola ha provveduto unicamente, con D. G. M. n°224/2010 (tra l'altro mai trasmessa per conoscenza con i soggetti di cui all'art. 10 CCNL 1/4/1999), a stabilire con atto di indirizzo la riduzione delle aree dirigenziali senza tra l'altro indicare alcun nuovo criterio per la riorganizzazione degli Uffici e dei Servizi rispetto al personale dipendente;
- una procedura di mobilità interna da parte dell'amministrazione comunale di Nola, in assenza di precisi atti di indirizzo, in assenza di alcuna motivazione tecnico/gestionale (non riportata nella delibera N° 179/2011), in assenza di comunicazione preventiva di eventuali variazioni nell'organizzazione del personale trasmessa ai soggetti di cui all'art. 10 CCNL 1/4/1999, in assenza di definizione del piano di dotazione organica dell'ente comune di Nola, rappresenta una palese violazione degli obblighi contrattuali rispetto agli artt. 7-8-9 CCNL 1/4/1999;
- l'intera procedura di mobilità a carico delle lavoratrici rappresenta, per le ragioni sopra indicate, una palese violazione dei diritti contrattuali nonché una procedura assimilabile a comportamento persecutorio stante la palese discrezionalità ed arbitrarietà del procedimento (in assenza, appunto, di alcuna motivazione tecnico/organizzativa riportata nello strumento amministrativo nonché in sussistenza di violazione degli obblighi di informazione e concertazione chiaramente sanciti dall'art. 8 comma e CCNL 1/4/1999);
Ferma restando la facoltà della amministrazione comunale di disporre l'organizzazione del personale presso l'ente comune di Nola, alla stessa corre l'obbligo costituzionale del rispetto delle leggi dello stato soprattutto nell'ambito della gestione della pubblica amministrazione;
Per tali ragioni la procedura di mobilità a carico delle lavoratrici addette all'Ufficio Informagiovani stabilita nella D.G.M. N° 179/2011 è da considerarsi assimilabile a comportamento discriminatorio e persecutorio a carico delle lavoratrici stesse che sono state lese oltre che nella propria dignità personale, nella propria dignità professionale acquisita in lunghi anni di onorato servizio presso l'ente comune di Nola.
Ciò che si contesta nel caso di specie non è il piano di riorganizzazione dell'Ufficio Informagiovani stabilito dall'Assessore Annunziata (che non ha responsabilità nella vicenda) ma il fatto che l'Assessore Parisi, gli Uffici al Personale e agli Affari Generali del Comune di Nola non hanno ottemperato alla norma rispetto alle procedure di riorganizzazione omettendo di adempiere – e ciò purtroppo è prassi presso l'ente Comune di Nola – sia ai più elementari obblighi di informazione e concertazione nell'ambito della gestione del personale sia ai doveri di trasparenza e pubblicità degli atti nell'ambito della gestione amministrativa.
A prova di tale situazione denunciata dal Fronte della Legalità si citano i seguenti fatti:
- Fatto incontrovertibile è che, giovedì 12 e venerdì 13 maggio, l'Ufficio Informagiovani è stato chiuso senza che ve ne fosse dato avviso alcuno all'utenza;
- Fatto incontrovertibile è che, se non ci fosse stato l'intervento del Fronte della Legalità, l'opinione pubblica non avrebbe saputo della “riorganizzazione dell'Ufficio Informagiovani”;
- Fatto incontrovertibile è che, fino ad oggi, l'Ente Comune di Nola non ha pubblicato alcun atto amministrativo che dispone alcuna riorganizzazione dell'Ufficio Informagiovani se non il riferimento al PEG realizzato dall'Assessore Annunziata;
- Fatto incontrovertibile è che il PEG (che non è altro che un atto di indirizzo che, se non seguito da una serie di atti amministrativi ESECUTIVI, non è direttamente applicabile) è contenuto nel bilancio di previsione 2011 che il Comune di Nola ha approvato MA NON PUBBLICATO (difatti il Comitato non è riuscito ad averne copia);
"Chiediamo all'amministrazione comunale di produrre gli atti che provino la veridicità delle affermazioni riportate nel comunicato stampa del Comune di Nola e, se le fattispecie dovessero essere, appunto, provate, faremo pubblicamente le nostre scuse all'amministrazione.
Per il momento continuiamo ad affermare che, rispetto alla gestione del personale e degli Uffici comunali, l'amministrazione ha tenuto un comportamento poco trasparente e contrario alla norma."
Nella giornata di lunedì 16 maggio il Fronte della Legalità presenterà un esposto alla Procura della Repubblica sulla questione della chiusura dell'Ufficio Informagiovani e, contestualmente, chiederà la convocazione della Rappresentanza Sindacale presso l'Ente Comune di Nola onde verificare la correttezza del procedimento di riorganizzazione degli Uffici da parte del settore Personale.
Se l'amministrazione comunale ha prove che attestino la falsità delle dichiarazioni del portavoce del Comitato, invitiamo la stessa a denunciare l'Alfieri per eventuali diffamazioni a carico degli amministratori e non limitarsi ad una serie di affermazioni per le quali non viene nemmeno citato il riferimento ad atti amministrativi a corroborazione delle stesse.
"Noi non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità e siamo pronti a difendere in qualunque sede pubblica la veridicità delle nostre affermazioni."
Antonio Alfieri
di seguito è riportato il Comunicato del Comune di Nola:
Comunicato stampa no.66/11
del 13 maggio 2011
Oggetto: Sportello “Informagiovani” – Note degli Assessori Annunziata e Parisi
“Non si tratta di chiudere niente. Le affermazioni riportate sono sbagliate”, così l’Assessore alle Politiche Giovanili Arcangelo Annunziata relativamente allo Sportello Informagiovani.
“Il servizio dell’Informagiovani deve essere profondamente ristrutturato e riorganizzato. Abbiamo in mente e lo abbiamo già previsto nel PEG 2011 (Piano Esecutivo di Gestione) di riprogettare i servizi informativi dell’Informagiovani, in coerenza con le aree stabilite dal catalogo nazionale e dalle leggi regionali. Il sito web è fermo al 2009 e così com’è non serve a nessuno. Vogliamo rinnovarlo con nuove utility ed integrarlo con la rete di collegamento del Coordinamento Nazionale, con 1.200 sportelli analoghi, per ottimizzare i servizi resi, realizzare e potenziarne l'offerta informativa mediante il web e le nuove tecnologie. Questo progetto – ha continuato Annunziata – è promosso da Anci e Ministero della Gioventù. Bisogna riorganizzare il servizio anche con riferimento al Forum dei Giovani ed i suoi 1500 iscritti ed alle loro esigenze. Già da qualche mese il Comune ha messo a disposizione la struttura per le riunioni del Forum. Abbiamo l’obiettivo di sviluppare anche altri servizi: uno per la creazione di lavoro autonomo ed il “Servizio Europa” (borse, scambi, opportunità, formazione, Erasmus, Eurispe, etc..). Stiamo inoltre organizzando una manifestazione per i giovani dedicata a lavoro, formazione ed innovazione. Altro che riduzione – ha concluso l’Assessore alle Politiche Giovanili – il Comune di Nola a partire dal 2011 diventa capofila del distretto 30 per i piani territoriali giovanili, che significa maggiore impegno nel dialogo e nella concertazione con gli altri Comuni, maggiori opportunità di rapporti con la Regione e lo Stato e soprattutto, più servizi di ulteriore qualità per i giovani”.
“Per quanto concerne i trasferimenti essi sono effettuati nel pieno rispetto della normativa vigente – ha invece affermato l’Assessore al Personale Luciano Parisi –. Tutte le attività d’informazione sono state svolte. Nel mentre verrà sviluppato il nuovo “Informagiovani”, sarà assicurato un adeguato e qualificato presidio, realizzando anche delle sinergie che consentiranno di risparmiare sui fitti di alcuni locali. Le risorse in mobilità sono necessarie a ricoprire dei vuoti nella pianta organica comunale. Era un’azione non più rinviabile”.
del 13 maggio 2011
Oggetto: Sportello “Informagiovani” – Note degli Assessori Annunziata e Parisi
“Non si tratta di chiudere niente. Le affermazioni riportate sono sbagliate”, così l’Assessore alle Politiche Giovanili Arcangelo Annunziata relativamente allo Sportello Informagiovani.
“Il servizio dell’Informagiovani deve essere profondamente ristrutturato e riorganizzato. Abbiamo in mente e lo abbiamo già previsto nel PEG 2011 (Piano Esecutivo di Gestione) di riprogettare i servizi informativi dell’Informagiovani, in coerenza con le aree stabilite dal catalogo nazionale e dalle leggi regionali. Il sito web è fermo al 2009 e così com’è non serve a nessuno. Vogliamo rinnovarlo con nuove utility ed integrarlo con la rete di collegamento del Coordinamento Nazionale, con 1.200 sportelli analoghi, per ottimizzare i servizi resi, realizzare e potenziarne l'offerta informativa mediante il web e le nuove tecnologie. Questo progetto – ha continuato Annunziata – è promosso da Anci e Ministero della Gioventù. Bisogna riorganizzare il servizio anche con riferimento al Forum dei Giovani ed i suoi 1500 iscritti ed alle loro esigenze. Già da qualche mese il Comune ha messo a disposizione la struttura per le riunioni del Forum. Abbiamo l’obiettivo di sviluppare anche altri servizi: uno per la creazione di lavoro autonomo ed il “Servizio Europa” (borse, scambi, opportunità, formazione, Erasmus, Eurispe, etc..). Stiamo inoltre organizzando una manifestazione per i giovani dedicata a lavoro, formazione ed innovazione. Altro che riduzione – ha concluso l’Assessore alle Politiche Giovanili – il Comune di Nola a partire dal 2011 diventa capofila del distretto 30 per i piani territoriali giovanili, che significa maggiore impegno nel dialogo e nella concertazione con gli altri Comuni, maggiori opportunità di rapporti con la Regione e lo Stato e soprattutto, più servizi di ulteriore qualità per i giovani”.
“Per quanto concerne i trasferimenti essi sono effettuati nel pieno rispetto della normativa vigente – ha invece affermato l’Assessore al Personale Luciano Parisi –. Tutte le attività d’informazione sono state svolte. Nel mentre verrà sviluppato il nuovo “Informagiovani”, sarà assicurato un adeguato e qualificato presidio, realizzando anche delle sinergie che consentiranno di risparmiare sui fitti di alcuni locali. Le risorse in mobilità sono necessarie a ricoprire dei vuoti nella pianta organica comunale. Era un’azione non più rinviabile”.
Nola, 13 maggio 2011.
Per l’ufficio stampa
Michele Sibilla
(339-5320325)
Per l’ufficio stampa
Michele Sibilla
(339-5320325)
mercoledì 11 maggio 2011
COMUNICATO STAMPA CHIUSURA UFFICIO INFORMAGIOVANI COMUNE DI NOLA
Sconcertante situazione presso l'Ente Comune di Nola!
Da domani 12 maggio 2011 l'Ufficio Informagiovani del Comune di Nola, sito presso la struttura comunale di Corso Tommaso Vitale, sarà chiuso per mancanza di personale!
È quanto annuncia Antonio Alfieri, dirigente del sindacato Un.Si.L. e portavoce del Fronte della Legalità.
Il 28 aprile scorso la giunta comunale di Nola ha votato una delibera nella quale, senza indicare alcuna specifica motivazione di carattere tecnico/organizzativo, ha proceduto a trasferire tutti i dipendenti dell'Ufficio Informagiovani del Comune rendendo di fatto impossibile la apertura dell'Ufficio stesso.
Tra l'altro tale decisione è stata scoperta unicamente l'11 maggio, quando gli impiegati hanno visto recapitarsi dal messo comunale gli ordini di servizio che li destinavano dal giorno successivo ad altro incarico.
“La cosa sconcertante – dichiara Antonio Alfieri – è che la normativa contrattuale prevede espressamente, in casi di mobilità interna di personale, che le decisioni dell'amministrazione avvengano dopo una fase di informazione e concertazione con le parti sindacali che, nel caso specifico, erano assolutamente all'oscuro di tutto.
Situazione addirittura più grave è rappresentata dal fatto che, a fronte del trasferimento della totalità dei lavoratori dell'Ufficio Informagiovani, nessun altro dipendente sia stato destinato allo stesso Ufficio. Di fatto, quindi, l'amministrazione comunale di Nola, con la delibera di G.M. N° 179 del 28/04/2011 (che in effetti riguarda unicamente il trasferimento dei dipendenti dell'Ufficio Informagiovani ad altro Ufficio) CHIUDE l'Ufficio Informagiovani a tempo indefinito e in assenza di alcuna motivazione e/o giustificazione.
L'Amministrazione Comunale di Nola ci ha da tempo abituati ad atteggiamenti arbitrari e discrezionali ai limiti dell'illecito amministrativo ma, nel caso di specie, la situazione ci lascia completamente allibiti. Dopo che l'amministrazione si è vantata di essere uno dei pochi enti locali italiani ad aver aderito alla sperimentazione degli strumenti del Decreto Brunetta, riesce a commettere due reati in un colpo solo:
prima trasferisce sei dipendenti con un atto amministrativo palesemente illegittimo e senza procedere a comunicare alcunché alle parti sindacali, compiendo una violazione contrattuale nonché una pesante discriminazione a carico dei lavoratori dell'ente comune interessati dal provvedimento e contestualmente si assume la responsabilità dell'interruzione del pubblico servizio reso dall'Ufficio Informagiovani senza stabilirlo formalmente e, conseguentemente, chiarirne le motivazioni organizzative/gestionali.
Abbiamo il fondato timore – continua Alfieri – che quanto compiuto dalla amministrazione sia un tentativo, piuttosto maldestro a nostra impressione, di giungere ad una esternalizzazione della gestione dell'Ufficio Informagiovani; l'affidamento, quindi, dello stesso ufficio ad un ente privato attraverso il quale compiere eventuali operazioni di clientelismo politico e con la conseguenza di aumentare di fatto i costi di gestione della macchina comunale.
Chiediamo al Consiglio Comunale e agli organi di informazione di preoccuparsi di tale sconcertante questione e svolgere quelle funzioni di vigilanza e critica democratica che sole garantiscono una corretta applicazione dei diritti democratici.”
Nella giornata di giovedì 12 maggio il sindacato Un.Si.L/COSNIL provvederà ad impugnare gli illegittimi provvedimenti di trasferimento del personale chiedendo parimenti un tavolo di concertazione onde tentare di comprendere le ragioni dell'operato dell'Amministrazione Comunale.
Dalle ore nove di giovedì 12 maggio lo stesso sindacato sarà presso la sede dell'Ufficio Informagiovani per accertarsi della prevista impossibilità all'apertura dell'Ufficio e, qualora dovesse riscontrare tale condizione, procedere a segnalare all'Autorità Giudiziaria l'immotivata interruzione del pubblico servizio.
Il Segretario OS Un.Si.L./COSNIL – Nola
Antonio Alfieri
sabato 5 marzo 2011
Le nomine all’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana: alcune inquetanti considerazioni sul nuovo CDA
Biagio Ciccone, originario di Saviano, membro della segreteria regionale della Uil Campania, esponente di area Pd fino a pochi mesi fa, è il nuovo presidente dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’area nolana. Il neo Presidente subentra a Ciro Cimmino nominato a sua volta Presidente del Collegio Sindacale insieme a Francesco Petrella e Antonio Alfieri. A comporre il neo Consiglio d’Amministrazione Ferdinando Ambrosino, ex Sindaco di Saviano (vice Presidente) e Raffaele Riccio, ex Sindaco di San Paolo Bel Sito. Nomine che arrivano alla scadenza naturale del mandato che hanno comunque sollevato dure contestazioni soprattutto tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale. Pomo della discordia due fattori importanti: la provenienza politica e "residenziale" dei neo eletti. (dal Mediano online)
A circa un mese dalle nomine del nuovo CDA dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana, le (poche e isolate) critiche rivolte dalla (scarsa o pressoché assente) opposizione politica, e relative al fatto che il presidente e il suo vice sono stati esponenti, fino a pochi mesi fa, del Partito Democratico e che sono entrambi originari del Comune di Saviano, sono state già dimenticate.
Abbiamo atteso un mese per verificare se qualche esponente politico o della società civile ponesse altri (molto più seri e inquietanti) interrogativi sulle nomine dell’Agenzia ma abbiamo dovuto constatare, non senza un certo rammarico, che null’altro si è avuto da dire.
Per tali motivi il Comitato ha deciso di parlare, ben consapevoli che, lungi dall’ottenere l’effetto di stimolare i nostri amministratori locali (e i cittadini stessi) ad un serio esame di coscienza sulla natura e gli effetti della gestione politica del territorio, accresceremo solamente la schiera dei nostri "avversari".
La nostra coscienza civile ci impone comunque di esporre argomenti di cui, nell’area nolana, molti sono a conoscenza ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare.
A circa un mese dalle nomine del nuovo CDA dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana, le (poche e isolate) critiche rivolte dalla (scarsa o pressoché assente) opposizione politica, e relative al fatto che il presidente e il suo vice sono stati esponenti, fino a pochi mesi fa, del Partito Democratico e che sono entrambi originari del Comune di Saviano, sono state già dimenticate.
Abbiamo atteso un mese per verificare se qualche esponente politico o della società civile ponesse altri (molto più seri e inquietanti) interrogativi sulle nomine dell’Agenzia ma abbiamo dovuto constatare, non senza un certo rammarico, che null’altro si è avuto da dire.
Per tali motivi il Comitato ha deciso di parlare, ben consapevoli che, lungi dall’ottenere l’effetto di stimolare i nostri amministratori locali (e i cittadini stessi) ad un serio esame di coscienza sulla natura e gli effetti della gestione politica del territorio, accresceremo solamente la schiera dei nostri "avversari".
La nostra coscienza civile ci impone comunque di esporre argomenti di cui, nell’area nolana, molti sono a conoscenza ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare.
lunedì 28 febbraio 2011
COMUNICATO A SEGUITO DEL CONVEGNO SU LAVORO, DIRITTI E LEGALITÀ TENUTO DALLA CGIL NELL’AULA CONSILIARE DEL COMUNE DI NOLA.
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| Immagine dei lavoratori dell'Un.Si.L/COSNIL dell'Affidamento delle Pulizie del Tribunale di Nola |
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| I lavoratori in Assemblea |
I lavoratori non ci stanno e protestano ma, proprio i sindacati che dovrebbero difenderli (a quel tempo la FILCAMS CGIL e la UGL) danno ragione alla ditta e accusano i lavoratori di turbare le procedure di affidamento (rischiando di far aprire una inchiesta penale a loro carico) con pretese illecite e illegittime.
Lo stesso dirigente UGL del tempo, Antonio Alfieri, venne cacciato dalla propria organizzazione proprio per aver difeso e lottato per l’affermazione dei diritti di quei pochi lavoratori di quel piccolo appalto del piccolo paese nella provincia profonda.
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| I Lavoratori in Assemblea |
Nel gennaio del 2011 la Procura della Repubblica di Nola avvia formalmente l’inchiesta su una serie di reati per l’appalto delle pulizie del Tribunale, una sequela di circa venti reati distinti, a carico di amministratori e funzionari del Comune di Nola e delle imprese gestori dei servizi, con lo scopo di gestire illegittimamente diversi milioni di euro di appalti.
Inutile dire che nessuno si è ricordato dei lavoratori e del loro piccolo, insignificante sindacato che ha lottato contro tutti i poteri forti, sindacati confederali compresi e giungendo a denuciare anche la stessa CGIL.
Esiste in Campania il sidacato della lotta, della giustizia, della legalità e del diritto ma spesso tale movimento non si identifica con le grandi sigle che hanno “fatto la storia del sindacalismo” e che oggi sono spesso i migliori complici dei sistemi criminali che gestiscono gli appalti pubblici.
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| I Lavoratori in Assemblea |
Mentre la CGIL, nel pomeriggio del 25 febbraio, parlava di diritti nell’aula consiliare del Comune di Nola, i lavoratori, la mattina nella stessa sala, tenevano assemblea per ribadire la loro volontà a garantirsi il lavoro, i diritti civili, la dignità di cittadini.
MENTRE LA CGIL PARLAVA I LAVORATORI LOTTAVANO, E, PER ORA, I LORO DIRITTI SEMBRA SIANO STATI RICONSOCIUTI.
La Organizzazione Sindacale Un.Si.L./COSINL dell'Area Nolana.
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giovedì 24 febbraio 2011
IL FRONTE della LEGALITA' SI SCHIERA CON PADRE DEPALMA nella LOTTA alla CRIMINALITA' ORGANIZZATA
PUBBLICHIAMO LA LETTERA ALLE PERSONE CHE VIVONO NELLA CRIMINALITÀ DEL VESCOVO DI NOLA PADRE BENIAMINO DEPALMA
Per chi come noi da anni lotta per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nella Pubblica Amministrazione e negli Enti Locali, la lettera del Vescovo rappresenta un importante passo nel cammino per la riaffermazione dei principi di legalità.
In un territorio quale l’area nolana, nel quale la cultura mafiosa è tanto diffusa nella società civile da renderla praticamente "istituzionalizzata", il messaggio del Vescovo assume un particolare significato.
In un territorio dove la criminalità organizzata non ha bisogno di "sparare" e che non presenta, per tali motivi, gravi elementi di turbamento dell’ordine pubblico, è difficile anche solo cercare di affermare la presenza di un cancro sociale di tali proporzioni tale da, come afferma lo stesso Padre Depalma, condizionare pesantemente l’intero sistema economico e il livello di libero accesso al lavoro dei giovani.
Noi in quattro anni lo abbiamo provato direttamente provando tutto il peso di uno scontro impari con un intero "sistema", radicato e rappresentato a diversi livelli nelle istituzioni e nella societò civile, che ci è costato moltissimo sia a livello professionale che sociale!
Esprimiamo la nostra vicinanza e comunione con il Vescovo Padre Depalma e riaffermiamo che saremo al suo fianco nel cammino per la liberazione dal giogo del sistema mafioso delle nostre comunità.
Noi crediamo nell’antimafia dei fatti, della denuncia pubblica e coraggiosa, della sollecitazione e dell’affiancamento all’azione dell’Autorità Giudiziaria... perché senza una azione concreta non sarà mai veramente possibile intraprendere un cammino di progresso civile e democratico che, probabilmente, la nostra terra non ha mai effettivamente avviato.
Da oggi la nostra azione viene raffermata dalla consapevolezza della comunione con il Pastore della Chiesa di Nola che ringraziamo per il grande dono di coraggio, dignità e carità che ci ha recato con il suo limpido ed evangelico esempio.
"Vorrei gridare,come fece Giovanni Paolo II in Sicilia: «Convertitevi!». Un urlo lancinante che ha segnato la mia esperienza di pastore. Allo stesso tempo, però, vorrei quasi sussurrarvi: «Un’altra vita è possibile… la felicità è una porta che può aprirsi anche per voi… il presunto coraggio di uccidere e fare del male può diventare ver...o coraggio, quello di dire la verità e fare verità dentro di sé…».
Si, voglio parlare con voi e a voi, alle persone che hanno fatto e fanno scelte criminali. Come ogni uomo e ogni donna, anche voi avete bisogno e diritto ad una parola chiara. Probabilmente mi risponderete, in dialetto: «Ma chi te l’ha chiesta? Fai il prete, pensa ai sacramenti…». Non m’importa: io voglio parlare lo stesso. Mi sono spesso rivolto alle istituzioni e alla gente. Questa volta, invece,mi rivolgo a voi. Perché siete voi, proprio voi, il punto.
Forse, se ciascuno di voi raccontasse la sua storia, emergerebbero tanti diversi profili. Chi è vissuto intriso di cultura camorristica, al punto da pensare che il mondo non possa che andare così, secondo la legge del più forte… chi si è sentito attratto da soldi facili e potere, chi ha sentito il “brivido” della violenza, chi ha inteso “farsi da solo”, chi ha preso questa strada come “ultima spiaggia” dopo aver cercato un lavoro legale, chi ha pensato di ribellarsi con la forza bruta dalla povertà… Vi dico, da pastore,che avrei non solo la curiosità,mail desiderio di ascoltarle davvero queste storie.
Allo stesso tempo,però, sarebbe importante che voi ascoltaste altre storie. Quella di Mario,commerciante con moglie e tre figli,che ha chiuso per via delle vostre angherie e ora tira a campare tra mille umiliazioni e un senso profondo di fallimento, quella di Giuseppe, imprenditore che si è trasferito al Nord lasciando senza lavoro 50 persone della nostra terra, quella di centinaia e centinaia di persone uccise o ridotte a letto dai fumi tossici dei rifiuti sversati senza regole. Quella di Fabio, giovane laureato in Chimica con 110 e lode che non trova lavoro solo perché ha dignità e non è disposto a stare a regole ingiuste, spesso scritte da voi con la complicità della politica e dell'economia “legale”. Quella di Marina, che ogni pomeriggio passa la giornata alla finestra, a controllare i due figli adolescenti che giocano sotto casa, con l’ansia di evitare loro “brutti giri”. Vorrei che le ascoltaste, anche se già le conoscete.
Insieme, queste storie dicono una sola cosa: quante sofferenze in questo nostro territorio! Quante lacrime, quante stragi di innocenti,quante paure per il presente e per il futuro!
Spesso noi meridionali – e sono certo anche voi – ci riempiamo la bocca dell’amore per la nostra terra. Ovunque proclamiamo il nostro senso di appartenenza. Una vittoria della squadra di calcio ci cambia la settimana. Ma se giorno per giorno la distruggiamo, questa terra, l’amore che proclamiamo è falso e ipocrita. È come dire di voler bene ad una donna che sta ferma immobile su una sedia, disponibile a farsi schiaffeggiare in ogni momento. È amore questo? No, è qualcosa di perverso e degradante. Stiamo sciupando una storia, una cultura, una terra, il patrimonio che ci è stato consegnato. Stiamo vanificando il dono stesso della vita.
In un famoso film americano, Bronx, una grande star di Hollywood, Robert De Niro, che interpreta il ruolo di un dignitoso conducente di autobus, così spiega al figlio cosa sono i delinquenti. «Sono talento sprecato, figliolo, ricorda, talento sprecato…».
Ecco, talento sprecato. Intelligenze sottratte ad una causa buona, e messa a servizio della peggiore delle cause. Mani strappate alla bellezza e consegnate alla bruttura. Piedi tolti da una strada dritta per attraversare un sentiero fangoso. E quello che più mi rattrista è che associate ai vostri gesti, alle vostre azioni, ai vostri comportamenti addirittura un senso religioso. No, questo no, non è plausibile. In nessun modo Dio approva l’omicidio di singole persone e di una collettività, la violenza, la superbia, l’ingiustizia, l’illegalità, il ricatto… E non sono grandi statue di santi, o sontuose offerte economiche o residui della superstizione popolare che vi fanno essere credenti autentici. Ve lo dico con tutta la chiarezza di cui sono capace! E mentre lo dico a voi, lo dico a tutto il popolo di Dio, ai fedeli laici, ai sacerdoti, ai religiosi: la vita criminale non è compatibile con la fede in Dio Padre!
Tante persone a volte mi dicono con senso di provocazione: «Padre, ma per 500 euro al mese non è meglio che faccio il camorrista?». «No! – rispondo d'impeto -. Se tu guadagni 500 euro è proprio per quel meccanismo perverso che la criminalità orienta, e che porta il debole a sopperire. Se passi dall’altra parte, domani tuo figlio ne guadagnerà 300…». Certo, facile parlare per un vescovo, uno che, come dite voi, «sta sempre chiuso in quel bel palazzo».
Ma nemmeno questa considerazione mi fa desistere dal dire un'ultima cosa. Quando un uomo o una donna tornano a casa, di sera, è come se facessero i conti con la loro giornata. È essenziale, per ciascuno di noi, poggiare la testa sul cuscino dicendo: «Ho fatto tutto quello che dovevo e potevo, e sono pronto a fare altrettanto domani…». Voi, se ci pensate, vi state negando la possibilità di un sonno sereno e giusto. E negandovelo, lo negate ai vostri cari. E, ormai, lo state negando a noi tutti. Ecco, ora che con grande trepidazione vi ho detto quanto sentivo, anch’io posso poggiare la testa sul cuscino con il cuore più libero, ma non meno inquieto. Vi penso in case lussuose, in poveri appartamenti, in cella, per strada, in una masseria abbandonata. Prego perché la vostra conversione potrebbe essere la salvezza di questo popolo. In nome di Dio che ama la giustizia e la verità, recuperate la bellezza della vera umanità, con il vostro cambiamento interiore ridate speranza alla gente, recuperando il vostro senso della verità restituite un futuro sereno alle nostre città, al nostro sviluppo. Ho fiducia che anche in voi continui ad esserci il desiderio di altro, dell’altro e dell’Altro."
+ Beniamino Depalma
Arcivescovo - Vescovo di Nola
Nola, 22 febbraio 2011
Cattedra di San Pietro
Per chi come noi da anni lotta per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nella Pubblica Amministrazione e negli Enti Locali, la lettera del Vescovo rappresenta un importante passo nel cammino per la riaffermazione dei principi di legalità.
In un territorio quale l’area nolana, nel quale la cultura mafiosa è tanto diffusa nella società civile da renderla praticamente "istituzionalizzata", il messaggio del Vescovo assume un particolare significato.
In un territorio dove la criminalità organizzata non ha bisogno di "sparare" e che non presenta, per tali motivi, gravi elementi di turbamento dell’ordine pubblico, è difficile anche solo cercare di affermare la presenza di un cancro sociale di tali proporzioni tale da, come afferma lo stesso Padre Depalma, condizionare pesantemente l’intero sistema economico e il livello di libero accesso al lavoro dei giovani.
Noi in quattro anni lo abbiamo provato direttamente provando tutto il peso di uno scontro impari con un intero "sistema", radicato e rappresentato a diversi livelli nelle istituzioni e nella societò civile, che ci è costato moltissimo sia a livello professionale che sociale!
Esprimiamo la nostra vicinanza e comunione con il Vescovo Padre Depalma e riaffermiamo che saremo al suo fianco nel cammino per la liberazione dal giogo del sistema mafioso delle nostre comunità.
Noi crediamo nell’antimafia dei fatti, della denuncia pubblica e coraggiosa, della sollecitazione e dell’affiancamento all’azione dell’Autorità Giudiziaria... perché senza una azione concreta non sarà mai veramente possibile intraprendere un cammino di progresso civile e democratico che, probabilmente, la nostra terra non ha mai effettivamente avviato.
Da oggi la nostra azione viene raffermata dalla consapevolezza della comunione con il Pastore della Chiesa di Nola che ringraziamo per il grande dono di coraggio, dignità e carità che ci ha recato con il suo limpido ed evangelico esempio.
"Vorrei gridare,come fece Giovanni Paolo II in Sicilia: «Convertitevi!». Un urlo lancinante che ha segnato la mia esperienza di pastore. Allo stesso tempo, però, vorrei quasi sussurrarvi: «Un’altra vita è possibile… la felicità è una porta che può aprirsi anche per voi… il presunto coraggio di uccidere e fare del male può diventare ver...o coraggio, quello di dire la verità e fare verità dentro di sé…».
Si, voglio parlare con voi e a voi, alle persone che hanno fatto e fanno scelte criminali. Come ogni uomo e ogni donna, anche voi avete bisogno e diritto ad una parola chiara. Probabilmente mi risponderete, in dialetto: «Ma chi te l’ha chiesta? Fai il prete, pensa ai sacramenti…». Non m’importa: io voglio parlare lo stesso. Mi sono spesso rivolto alle istituzioni e alla gente. Questa volta, invece,mi rivolgo a voi. Perché siete voi, proprio voi, il punto.
Forse, se ciascuno di voi raccontasse la sua storia, emergerebbero tanti diversi profili. Chi è vissuto intriso di cultura camorristica, al punto da pensare che il mondo non possa che andare così, secondo la legge del più forte… chi si è sentito attratto da soldi facili e potere, chi ha sentito il “brivido” della violenza, chi ha inteso “farsi da solo”, chi ha preso questa strada come “ultima spiaggia” dopo aver cercato un lavoro legale, chi ha pensato di ribellarsi con la forza bruta dalla povertà… Vi dico, da pastore,che avrei non solo la curiosità,mail desiderio di ascoltarle davvero queste storie.
Allo stesso tempo,però, sarebbe importante che voi ascoltaste altre storie. Quella di Mario,commerciante con moglie e tre figli,che ha chiuso per via delle vostre angherie e ora tira a campare tra mille umiliazioni e un senso profondo di fallimento, quella di Giuseppe, imprenditore che si è trasferito al Nord lasciando senza lavoro 50 persone della nostra terra, quella di centinaia e centinaia di persone uccise o ridotte a letto dai fumi tossici dei rifiuti sversati senza regole. Quella di Fabio, giovane laureato in Chimica con 110 e lode che non trova lavoro solo perché ha dignità e non è disposto a stare a regole ingiuste, spesso scritte da voi con la complicità della politica e dell'economia “legale”. Quella di Marina, che ogni pomeriggio passa la giornata alla finestra, a controllare i due figli adolescenti che giocano sotto casa, con l’ansia di evitare loro “brutti giri”. Vorrei che le ascoltaste, anche se già le conoscete.
Insieme, queste storie dicono una sola cosa: quante sofferenze in questo nostro territorio! Quante lacrime, quante stragi di innocenti,quante paure per il presente e per il futuro!
Spesso noi meridionali – e sono certo anche voi – ci riempiamo la bocca dell’amore per la nostra terra. Ovunque proclamiamo il nostro senso di appartenenza. Una vittoria della squadra di calcio ci cambia la settimana. Ma se giorno per giorno la distruggiamo, questa terra, l’amore che proclamiamo è falso e ipocrita. È come dire di voler bene ad una donna che sta ferma immobile su una sedia, disponibile a farsi schiaffeggiare in ogni momento. È amore questo? No, è qualcosa di perverso e degradante. Stiamo sciupando una storia, una cultura, una terra, il patrimonio che ci è stato consegnato. Stiamo vanificando il dono stesso della vita.
In un famoso film americano, Bronx, una grande star di Hollywood, Robert De Niro, che interpreta il ruolo di un dignitoso conducente di autobus, così spiega al figlio cosa sono i delinquenti. «Sono talento sprecato, figliolo, ricorda, talento sprecato…».
Ecco, talento sprecato. Intelligenze sottratte ad una causa buona, e messa a servizio della peggiore delle cause. Mani strappate alla bellezza e consegnate alla bruttura. Piedi tolti da una strada dritta per attraversare un sentiero fangoso. E quello che più mi rattrista è che associate ai vostri gesti, alle vostre azioni, ai vostri comportamenti addirittura un senso religioso. No, questo no, non è plausibile. In nessun modo Dio approva l’omicidio di singole persone e di una collettività, la violenza, la superbia, l’ingiustizia, l’illegalità, il ricatto… E non sono grandi statue di santi, o sontuose offerte economiche o residui della superstizione popolare che vi fanno essere credenti autentici. Ve lo dico con tutta la chiarezza di cui sono capace! E mentre lo dico a voi, lo dico a tutto il popolo di Dio, ai fedeli laici, ai sacerdoti, ai religiosi: la vita criminale non è compatibile con la fede in Dio Padre!
Tante persone a volte mi dicono con senso di provocazione: «Padre, ma per 500 euro al mese non è meglio che faccio il camorrista?». «No! – rispondo d'impeto -. Se tu guadagni 500 euro è proprio per quel meccanismo perverso che la criminalità orienta, e che porta il debole a sopperire. Se passi dall’altra parte, domani tuo figlio ne guadagnerà 300…». Certo, facile parlare per un vescovo, uno che, come dite voi, «sta sempre chiuso in quel bel palazzo».
Ma nemmeno questa considerazione mi fa desistere dal dire un'ultima cosa. Quando un uomo o una donna tornano a casa, di sera, è come se facessero i conti con la loro giornata. È essenziale, per ciascuno di noi, poggiare la testa sul cuscino dicendo: «Ho fatto tutto quello che dovevo e potevo, e sono pronto a fare altrettanto domani…». Voi, se ci pensate, vi state negando la possibilità di un sonno sereno e giusto. E negandovelo, lo negate ai vostri cari. E, ormai, lo state negando a noi tutti. Ecco, ora che con grande trepidazione vi ho detto quanto sentivo, anch’io posso poggiare la testa sul cuscino con il cuore più libero, ma non meno inquieto. Vi penso in case lussuose, in poveri appartamenti, in cella, per strada, in una masseria abbandonata. Prego perché la vostra conversione potrebbe essere la salvezza di questo popolo. In nome di Dio che ama la giustizia e la verità, recuperate la bellezza della vera umanità, con il vostro cambiamento interiore ridate speranza alla gente, recuperando il vostro senso della verità restituite un futuro sereno alle nostre città, al nostro sviluppo. Ho fiducia che anche in voi continui ad esserci il desiderio di altro, dell’altro e dell’Altro."
+ Beniamino Depalma
Arcivescovo - Vescovo di Nola
Nola, 22 febbraio 2011
Cattedra di San Pietro
sabato 19 febbraio 2011
Gestione Affidamenti Tribunale di Nola: Nonostante l'Inchiesta Giudiziaria in Corso, Ancora si Verificano Inquietanti Situazioni
Pubblichiamo i comunicati distribuiti dai lavoratori del Pubblico Affidamento di Pulizia e Facchinaggio dei Locali del Tribunale di Nola.
Nonostante l'inchiesta giudiziaria in corso e i provvedimenti di custodia cautelare per quattro delle decine di indagati, continuano a verificarsi alcune situazioni oltremodo inuietanti.
I lavoratori continuano ad operare il controllo democratico sullo svolgimento delle procedure di gestione.
Nonostante l'inchiesta giudiziaria in corso e i provvedimenti di custodia cautelare per quattro delle decine di indagati, continuano a verificarsi alcune situazioni oltremodo inuietanti.
I lavoratori continuano ad operare il controllo democratico sullo svolgimento delle procedure di gestione.
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venerdì 11 febbraio 2011
Travaglio a AnnoZero 10/02/2011: i due pesi e le due misure della stampa berlusconiana
Marco Travaglio mette a confornto il caso Berlusconi con quanto accaduto all'ex presidente della Regione Lazio Marrazzo.
Particolarmente inquietante è l'analisi del comportamento di certi giornalisti...
Se una determinata parte politica afferma la tesi secondo cui il consenso democratico permette a certuni di essere al di sopra della Legge dello Stato, apre la strada al principio della giustificazione di tutte le deviazioni sociali che, anche se moralmente esecrabili, in un modo o nell'altro trovano radicamento nel background antropologico della società.
Se accettassimo tali principi, in molte aree del sud dove il livello di consenso popolare alle organizzazioni criminali è elevatissimo, dovremmo giustificare il sistema mafioso e addirittura integrarlo con l'organamento dello Stato (E' putroppo ciò che è accaduto dal 2002 ad oggi per quanto riguarda il caso rifiuti in Campania).
Per tali motivi il comportamento di un governo quale quello attuale, anche se vanta arresti di pericolosi latitanti, rappresenta per le mafie uno dei migliori strumenti per il proprio consolidamento territoriale e la propria infiltrazione nelle istituzioni locali.
Senza una cultura della Legalità, la pratica quotidiana del rispetto e della affermazione continua del principio di uguaglianza di fronte alla Legge, non è possibile effettuare alcuna azione di contrasto alle mafie.
Chiunque, con arroganza e contro ogni logica e morale, abusi del proprio potere (economico, sociale, politico) per attentare a tali principi, non può che essere definito "culturalmente mafioso".
martedì 25 gennaio 2011
Articolo di Piercamillo D'Avigo, pubblicato su NARCOMAFIE, sul Tema della Corruzione
CON LE ARMI SPUNTATE
Un reato difficile da individuare e da punire, sia per l’omertà che lo circonda sia per le carenze legislative e la depenalizzazione. Come vincere la battaglia contro la corruzione?
di Pier Camillo Davigo
La corruzione è un reato con una cifra nera molto elevata. Si definisce cifra nera la differenza fra il numero di reati commessi e quelli risultanti dalle statistiche giudiziarie. La cifra nera varia a seconda di molti fattori, fra i quali il tipo di reato ed il contesto in cui viene commesso. La cifra nera della corruzione dipende dal fatto che è un reato a vittima diffusa (nel quale nessuno percepisce di essere stato danneggiato direttamente); dal fatto che, normalmente, viene commesso in assenza di testimoni, posto che raramente viene perpetrato in presenza di soggetti estranei; e che corrotti e corruttori hanno un convergente interesse al silenzio. Pertanto la corruzione non viene quasi mai denunciata e si scopre solo facendo indagini su altri reati.
In passato veniva scoperta in occasione di indagini su reati finanziari (soprattutto annotazione di fatture per operazioni inesistenti), societari (false comunicazioni sociali) o di abuso d’ufficio. I reati di corruzione richiedono infatti generalmente la disponibilità di somme di denaro, talora rilevanti, gestite extra contabilmente dalle imprese e più in generale la possibilità di rilevanti movimenti di denaro contante senza particolari controlli. In presenza di una effettiva situazione di trasparenza contabile sarebbe stato molto più difficile prelevare e trasferire le ingenti somme utilizzate per gravi fatti di corruzione. D’altro canto l’abuso d’ufficio può essere un indice rivelatore della corruzione. Tali reati sono stati peraltro depotenziati da varie modifiche normative votate da ciascuno degli schieramenti politici, sicché il numero dei procedimenti in questione è oggi molto ridotto.
Un reato difficile da punire. Il problema principale per attivare indagini sulla corruzione è quindi quello di avere notizie di reato. Sotto questo profilo, oltre a ripristinare una disciplina seria delle falsità contabili, è necessario anzitutto spezzare il comune interesse al silenzio di corrotti e corruttori, prevedendo norme premiali per chi fornisce notizie di reato e prove, analogamente a quanto avviene in materia di collaboratori di giustizia in tema di criminalità organizzata e terrorismo. Però, per indurre qualcuno a collaborare, è comunque necessario avere un procedimento dal quale iniziare. Sotto questo profilo sarebbe utile la previsione di operazioni sotto copertura analoghe a quelle previste in tema di criminalità, organizzata, terrorismo, traffico di droga, pedofilia ed altro. Tali operazioni, suggerite da convenzioni internazionali, sono frequenti nel mondo anglosassone: negli Stati Uniti d’America sono chiamate test di integrità. Il test consiste nell’offerta o nella richiesta, da parte di un agente di polizia sotto copertura, di denaro o altra utilità e nell’arresto di chi accetti la proposta.
Una volta acquisita la notizia di reato ed avviato il procedimento sorgono ulteriori problemi in conseguenza della inadeguatezza della normativa. I reati contro la pubblica amministrazione sono caratterizzati da un rilevante numero di fattispecie, i cui confini sono talora incerti, specie alla luce di talune oscillazioni della giurisprudenza.
Un reato difficile da individuare e da punire, sia per l’omertà che lo circonda sia per le carenze legislative e la depenalizzazione. Come vincere la battaglia contro la corruzione?
di Pier Camillo Davigo
La corruzione è un reato con una cifra nera molto elevata. Si definisce cifra nera la differenza fra il numero di reati commessi e quelli risultanti dalle statistiche giudiziarie. La cifra nera varia a seconda di molti fattori, fra i quali il tipo di reato ed il contesto in cui viene commesso. La cifra nera della corruzione dipende dal fatto che è un reato a vittima diffusa (nel quale nessuno percepisce di essere stato danneggiato direttamente); dal fatto che, normalmente, viene commesso in assenza di testimoni, posto che raramente viene perpetrato in presenza di soggetti estranei; e che corrotti e corruttori hanno un convergente interesse al silenzio. Pertanto la corruzione non viene quasi mai denunciata e si scopre solo facendo indagini su altri reati.
In passato veniva scoperta in occasione di indagini su reati finanziari (soprattutto annotazione di fatture per operazioni inesistenti), societari (false comunicazioni sociali) o di abuso d’ufficio. I reati di corruzione richiedono infatti generalmente la disponibilità di somme di denaro, talora rilevanti, gestite extra contabilmente dalle imprese e più in generale la possibilità di rilevanti movimenti di denaro contante senza particolari controlli. In presenza di una effettiva situazione di trasparenza contabile sarebbe stato molto più difficile prelevare e trasferire le ingenti somme utilizzate per gravi fatti di corruzione. D’altro canto l’abuso d’ufficio può essere un indice rivelatore della corruzione. Tali reati sono stati peraltro depotenziati da varie modifiche normative votate da ciascuno degli schieramenti politici, sicché il numero dei procedimenti in questione è oggi molto ridotto.
Un reato difficile da punire. Il problema principale per attivare indagini sulla corruzione è quindi quello di avere notizie di reato. Sotto questo profilo, oltre a ripristinare una disciplina seria delle falsità contabili, è necessario anzitutto spezzare il comune interesse al silenzio di corrotti e corruttori, prevedendo norme premiali per chi fornisce notizie di reato e prove, analogamente a quanto avviene in materia di collaboratori di giustizia in tema di criminalità organizzata e terrorismo. Però, per indurre qualcuno a collaborare, è comunque necessario avere un procedimento dal quale iniziare. Sotto questo profilo sarebbe utile la previsione di operazioni sotto copertura analoghe a quelle previste in tema di criminalità, organizzata, terrorismo, traffico di droga, pedofilia ed altro. Tali operazioni, suggerite da convenzioni internazionali, sono frequenti nel mondo anglosassone: negli Stati Uniti d’America sono chiamate test di integrità. Il test consiste nell’offerta o nella richiesta, da parte di un agente di polizia sotto copertura, di denaro o altra utilità e nell’arresto di chi accetti la proposta.
Una volta acquisita la notizia di reato ed avviato il procedimento sorgono ulteriori problemi in conseguenza della inadeguatezza della normativa. I reati contro la pubblica amministrazione sono caratterizzati da un rilevante numero di fattispecie, i cui confini sono talora incerti, specie alla luce di talune oscillazioni della giurisprudenza.
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domenica 2 gennaio 2011
sabato 8 maggio 2010
Dopo L'ARRESTO dei FRATELLI RUSSO resta un altro passo per liberare l'Area Nolana dalla Criminalità Organizzata: STRONCARE IL SISTEMA POLICO/MAFIOSO
Pubblichiamo un articolo scritto dal prof. Amato Lamberti, fondatore dell'Osservatorio sulla Camorra nel quale, unico tra le fonti giornalistiche, individua nell'area nolana la necessità di colpire le infiltrazioni mafiose all'interno degli Enti Locali e nel mondo imprenditoriale.
Solo in tale modo si portà dire che nell'Area Nolana si è effettivamente stroncato il fenomeno della Criminalità Organizzata.
Noi del Fronte della Legalità dal 2006 stiamo denunciando proprio il fatto che la Camorra nel nolano è ormai rappresentata da "camorristi di seconda o terza generazione": professionisti, imprenditori, membri della cosiddetta "società civile" che giungono a diventare alti funzionari degli Enti Locali, politici, rappresentanti degli Ordini Professionali, docenti universitari.
Solo in tale modo si portà dire che nell'Area Nolana si è effettivamente stroncato il fenomeno della Criminalità Organizzata.
Noi del Fronte della Legalità dal 2006 stiamo denunciando proprio il fatto che la Camorra nel nolano è ormai rappresentata da "camorristi di seconda o terza generazione": professionisti, imprenditori, membri della cosiddetta "società civile" che giungono a diventare alti funzionari degli Enti Locali, politici, rappresentanti degli Ordini Professionali, docenti universitari.
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venerdì 30 aprile 2010
INTERDETTA per CAMORRA la ISS dei FRATELLI BUGLIONE
Riportiamo un articolo dell’Agenzia di Stampa "Il Velino" nel quale si riporta la notizia della interdizione della Società di vigilanza ISS, di proprietà dei Fratelli Buglione, da parte della Prefettura di Napoli per infiltrazione mafiosa
"CRO - CAMPANIA,INTERDETTA PER CAMORRA SOCIETÀ VIGILANZA CONSIGLIO REGIONALE"
Campania,interdetta per camorra società vigilanza Consiglio regionale - Napoli, 8 aprile 2010
"Nei confronti delle aziende riferibili ai fratelli Buglione, a parere del Gruppo Ispettivo Antimafia, in virtù di tutti gli elementi riportati nella copiosa attività istruttoria, sussistono concreti, univoci elementi di permeabilità e contiguità con la criminalità organizzata e che rilevano, comunque, l'inconfutabile sussistenza nei confronti delle aziende agli stessi riferibili, dei tentativi di infiltrazione mafiosa". È questa la conclusione delle 29 pagine di istruttoria redatta dal Gruppo Ispettivo Antimafia che nel verbale del 25 marzo 2010 evidenzia la collusione del gruppo imprenditoriale alla malavita organizzata.
domenica 28 febbraio 2010
Dallo studio predisposto dal Censis sul condizionamento delle mafie sull'economia, sulla società e sulle istituzioni del Mezzogiorno
Lo Studio, commissionato dalla Presidenza della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Criminalità Organizzata, rappresenta un quadro (elaborato con le metodologie degli studi di mercato e attraverso analisi statistiche) che lo stesso Censis così riassume:
"La presenza della criminalità organizzata, contrassegnata da una strategia di silenziosa mimetizzazione con il tessuto sociale ed economico, e da una grande capacità di trasformazione e di innovazione dei modelli operativi, condiziona pesantemente la vita di una parte significativa della popolazione e ne limita le possibilità di sviluppo economico e sociale. Il Rapporto è il risultato del lavoro realizzato dal Censis in adempimento all’incarico di consulenza affidato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia. L'analisi si concentra sulla forza pervasiva della criminalità organizzata, sul divario socio-economico tra il Sud delle mafie e il resto del Paese, sul deficit di fiducia e di coesione all’interno della società, sulla paura delle imprese, sulla cultura della legalità e il grado di trasparenza della Pubblica Amministrazione.
Noi, naturalmente, siamo particolarmente interessati alla incidenza della mancanza di trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni sul fenomeno della crescita delle imprese criminali nel settore degli Appalti Pubblici.
Di seguito riportiamo stralci del Capitolo 4 del Rapporto Censis relativo a: Trasparenza della Pubblica Amministrazione e Cultura della Legalità:
domenica 25 ottobre 2009
Dalla Relazione Annuale Commissione Parlamentare Antimafia - 2003
Si riporta, nel presente articolo, uno stralcio della Relazione Annuale della Commissione Parlamentare Antimafia dell'Anno 2003 relativa all'Inquinamento Mafioso negli Appalti e Opere Pubbliche.
"È noto che le associazioni criminali di stampo mafioso tendono a perseguire, sia pure a diversificati livelli, l’obiettivo strategico del controllo dell’economia, il cui necessario presupposto è l’infiltrazione delle istituzioni locali e delle realtà produttive: l’assoggettamento del tessuto produttivo ed il condizionamento delle attività politico-amministrative sono, forse, i pilastri più virulenti e pericolosi di tutto quel sistema integrato di attività criminali, che l’art. 416-bis c.p. riferisce alla dinamica operativa mafiosa.
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